<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631</id><updated>2012-02-16T10:24:46.494-08:00</updated><title type='text'>fammeparlare</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>16</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-3304067906870282104</id><published>2009-09-10T04:08:00.000-07:00</published><updated>2009-09-10T04:46:33.226-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>E' arrivato il momento di tornare.&lt;br /&gt;  I campi di orzo sono stati mietuti. La stagione turistica volge al termine. Il vento gelido dell'inverno comincia a soffiare nelle notti himalayane.&lt;br /&gt;  Sono rimasto solo a Leh. Le strade cominciano a farsi deserte. E i miei amici lentamente se ne vanno, alcuni di loro continuano il viaggio in India, altri vanno verso altri paesi, altri tornano a casa. Mi sono affezionato un po' sia alle persone che ho conosciuto sia al luogo dove ho passato l'estate. Purtroppo quando si viaggia si conoscono persone e si vedono luoghi che poi, in molti casi non si vedranno mai piu'.  Sono travolto dal desiderio di unirmi a loro, lasciar perdere la tesi e vagabondare per un po', senza dover pensare alla ricerca e agli obblighi. Chiaramente e' utopia, devo tornare, e al piu' presto perche' nei passi montani che mi separano da Manali cade gia' la neve.&lt;br /&gt;  Saluto per l'ultima volta tutti e mi incammino nella notte di Leh verso il minibus che mi portera' a Manali. Durata del viaggio: 18 ore, almeno questo e' il preventivo. Nella notte Leh rivela una bellezza strana. A mezzanotte nessuno percorre le sue strade se non cani randagi, asini e mucche che dominano la notte di questa citta' himalayana. Il cialo e' terso, privo di nuvole ed il freddo non mi infastidisce. Le innumerevoli ruote di preghiera tibetane mi osservano mentre saluto la citta', sormonatata dal palazzo reale, una versione in miniatura del Potala tibetano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Durante tutta la giornata attraversiamo in autobus il Ladakh meridionale un paesaggio decisamente simile a Marte. Montagne di roccia rosse  e pietre mentre mi lascio alle spalle le oasi colorate d'orzo dei campi coltivati e mi viene in mente Jhon Barleycorn suonata dai Traffic. Chiaramente il viaggio si prospetta meno semplice del previsto. Ci sono numerosi alti passi per raggiungere Manali, alcuni di questi superano i 5000 metri. Le strade non sono asfaltate se non per brevi tratti e  non appena il minibus si avvicina ai passi piu' alti la strada fangosa si restringe fino a diventare  impraticabile. Colonne di camion militari e civili ingorgani i fianchi della montagna e comincia a cadere la neve. Oltrepassiamo diversi accampamenti di tende, accampamenti abitati dai nomadi Chang, i pastori della Pashmina, la capra da cui si ricava la famosa lana kashmira. Il freddo e' insopportabile e mi vengono in mente i racconti dei fuggiaschi tibetani che dalla loro terra natia cercarono rifugio qui in India e nel loro esilio molti persero le dita dei piedi a causa del freddo. Ma non c'e' un esule che rimpianga quella fuga.&lt;br /&gt;  Il paesaggio avvicinandoci all'Himachal Pradesh comincia a diventare sempre piu' verde, e la desolazione marziana lascia il posto ad un paesaggio piuttosto alpino. e finalmente superato il passo di Baralacha, incontro il monsone. Sono in India.&lt;br /&gt;  L'eroico autista del bus continua imperterrito la sua strada finche non viene fermato dalle forze dell'ordine che ci informano che l'ultimo passo, il Rothang (mucchio di cadaveri) e' davvero impraticabile e pericoloso. Siamo costretti a fermarci in un paesino per strada. Fortunatamente faccio amicizia con alcuni ragazzi indiani e di altre nazionalita' e sono quasi contento che il passo sia chiuso.&lt;br /&gt;  Ho ancora alcuni giorni prima dell'aereo e non volgio andare subito a Delhi. Esiste un posto nell'himachal Pradesh, non troppo lontano dalla citta' di Kangra, che attira la mia curiosita'. Si tratta del tempio della Dea del Fuoco Jawalamukhi. Il tempio fa parte di una delle piu' famose ed affascinanti leggende indiane, quella di Sati, la sposa di Shiva. Della leggenda parlero' poi. Ma ho deciso che mi concedero' una piccola deviazione verso Kangra. Le leggende vogliono che al visitatore la dea concedera' la realizzazione di un desiderio.&lt;br /&gt;E mentre piove salgo in un altro autobus. Tempo del viaggio preventivato: 12 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/AddioLadakh#"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/AddioLadakh#&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-3304067906870282104?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/3304067906870282104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=3304067906870282104' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3304067906870282104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3304067906870282104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2009/09/e-arrivato-il-momento-di-tornare.html' title=''/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-5193833203686613910</id><published>2009-09-01T22:24:00.000-07:00</published><updated>2009-09-10T04:08:20.939-07:00</updated><title type='text'>Orzo e Plastica</title><content type='html'>Rieccoci!&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Dopo un mese il progetto con la NGO e' finito e sono di nuovo a Leh, la capitale del Ladakh. Sono successe chiaramente molte cose in un mese, cosi' ho deciso di suddividere questo post in tre capitoli: &lt;strong&gt;1, il colore dell'orzo;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; 2, mondi di plastica; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il colore dell'orzo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La NGO (Non governative organization) alla quale mi sono appoggiato per questo progetto intende proteggere la cultura e l'economia locale ladakhi dall'assalto della modernita' e dello sviluppo. Almeno questa e' la loro posizione. Uno dei loro progetti si chiama Learning from Ladakh e consiste nel far partecipare il volontario alla vita quotidiana di una famiglia ladakhi, il che prevede lavorare assieme a loro quanto necessario. Questa NGO, l'ISEC si automantiene grazie ai soldi dei volontari, il che gia' mi piace, e decido di partecipare al progetto per approfondire la mia conoscenza sul mondo e sulla cultura ladakhi. Verro' spedito in un villaggio a circa 70 km da Leh, chiamato Likkir (caso vuole che si tratti proprio del villaggio che avevo visitato nella mia passeggiata di fine Luglio) dove l'impatto del turismo e della modernizzazione non e' stato ancora forte. Ormai televisione e radio sono dappertutto, ma raramente funzionano, e molte cose, come il burro, il formaggio, la semina e il raccolto, vengono ancora fatte a mano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si prospetta un mese molto duro, e sono un po' preoccupato per le barriere linguistiche e per la differenza di stile di vita che mi separa dalla famiglia con la quale vivro' per i prossimi 31 giorni. E' troppo lungo raccontare tutto quindi mi limitero' ad esporre tratti del diario.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;...La mia famiglia e' composta solamente da Abale (il padre), Namgyal, 54 anni e Amale (la madre) Noskit, 46. Hanno 4 figli, 2 maschi e 2 femmine, alcuni dei quali sono a loro volta genitori, ma nessuno di loro vive qui al momento. Namgyal, che somiglia incredibilmente a Charles Bronson, ha passato ben 25 anni nell'esercito, il che da queste parti e' una cosa normalissima. Il denaro e' diventato un bisogno nel Ladakh solo dagli anni settanta, cioe' da quando il paese e' entrato nei programmi di sviluppo indiani, per il semplice fatto che ormai e' diventato praticamente obbligatorio mandare a scuola (spesso scuole private) i figli, non solo quindi e' necessario pagare la retta scolastica che prevede vitto e alloggio dal momento che nei villaggi e' raro che esistano scuole superiori, ma serve anche a pagare i braccianti nepalesi che sostituiscono i figli nel lavoro dei campi, e dal momento che troppi lavori non ci sono, circa un terzo, ma forse piu', dei maschi ladakhi e' costretto a scegliere la carriera militare, professione che in questa terra contesa tra India Cina e Pakistan, non cessa mai di essere ricercata. Cosi' il caro Charles Bronson e' stato costretto a vivere gli anni tra i 18 e i 43 sotto le armi, nel frattempo ha partecipato ad una guerra (nel 1999 contro il Pakistan) ha fatto 4 figli, li ha mandati a scuola, li ha visti un mese all'anno, e ora che finalmente e' in pensione loro vivono tutti a Leh, ed hanno abbandonato la vita del villaggio, perche', un po' come e' avvenuto in Italia negli anni cinquanta, la vita campagnola viene considerata di second'ordine rispetto a quella cittadina ( il trucco della vergogna di vivere vicino alla terra grazie al quale noi toscani ci siamo visti fregare tutte le nostre bellissime case di campagna che adesso costano centinaia di migliaia d'euro ). Il lato positivo di tutto questo e' che Bronson, nonostante sia davvero un duro, e' davvero felice di avermi a casa sua e mi tratta un po' come i figli che non ha potuto crescere insegnandomi tutto quello che c'e' da fare nella vita contadina ladakhi: mungere mucche, portarle al pascolo, cogliere la mostarda, fare il burro a mano, mietere lucerna per le bestie (lavoro faticosissimo) e mietere l'orzo con il falcetto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli economisti hanno classificato il Ladakh come un paese poverissimo in quanto prima della modernizzazione non circolavano troppe rupie, quindi, secondo i moderni canoni economici, un paese privo di denaro dev'essere per forza povero. Ogni famiglia ladakhi ha una casa di tre piani con almeno undici stanze. A causa della speciale architettura e' molto semplice riscaldarle e questi edifici fatti di fango e legno sono resistentissimi all'escursione termica ed ai terremoti e molti di essi sono stati costruiti 500 anni fa e sono ancora in ottimo stato. Oltre alle gigantesche e belle case ogni famiglia possiede almeno tre campi d'orzo, dalle due alle cinque mucche, un campo di mostarda, e qualche campo di lucerna, oltre a diversi alberi di mele o di albicocche. Alla faccia del povero. Semplicemente hanno un'agricoltura di autosussitenza, il che non significa che la loro vita sia una passeggiata ma non muoiono di fame, non pagano bollette e non devono impazzire per cercare lavoro. Chiaramente molti sono stati i progetti di "aiuto e sviluppo" promossi dallo stato (e probabilmente spalleggiati dlla Pepsi, ma di questo parlero' poi) per togliere i poveri contadini dai loro campi e sbatterli in fabbrica, cosi' almeno avranno uno stipendio in rupie e finalmente gli economisti potranno dire: il Ladakh non e' piu' povero, ora e' un paese in via di sviluppo, finalmente sono comparsi i primi disoccupati, sono nate le prime competizioni, utili allo sviluppo capitalistico, tra i lavoratori poveri che hanno visto musulmani e buddhisti, che da anni convivevano in poace, finalmente uccidersi a vicenda nell'89 a Leh; finalmente questi primitivi hanno imboccato la strada dello sviluppo e ora potranno comprasi delle maglie di tessuto sintetico delle automobili e consumare patatine fritte e acqua in bottiglie di plastica entrambe marchio Pepsi e il nuomero dei suicidi e' aumentato del 400 per 100. Finalmente l'economia gira anche qui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A parte giustificatissime polemiche personali l'esperienza di vivere a Likkir per un mese e' stata stupenda. Sveglia alle sei e a letto alle dieci. Duarante la giornata non ho mai avuto la sensazione di lavorare davvero; voglio dire che non esiste chiaramente niente come timbrare i cartellino o lavorare tot ore al giorno, ci sono piutosto cose da fare, a volte molto faticose (mietere l'orzo occupa tutta l famiglia 10 ore al giorno) ma sono sempre e comunque perfettamente in linea con la vita. Non esiste lavorare, esiste vivere. Non c'e' separazione tra lavoro e vita. Fortunatamente ho fatto l'esperienza di lavorare in fabbrica, a Dublino per circa due mesi, 12 ore al giorno 4 giorni a settimana, a volte 5; l'operaio che entra in fabbrica per 8 o 12 ore si disconnette completamente dalla propria vita, cambia personalita', deve diventare efficiente per creare qualcosa che non lo riguarda direttamente (io impacchettavo cd) deve parlare il meno possibile, deve ripetere lo stesso meccanico gesto tutta la giornata. Poi la giornata finisce ed ecco che si reindossa la nostra personalita' si ridiventa noi stessi per qualche ora, poi di nuovo a lavorare. Lavoro e vita sono due cose separate. Questo diverso ritmo chiaramente cambia tutto, impone un tipo di educazione ai figli che non prevede la presenza dei genitori ( e' da quando esistono le fabbriche che dobbiamo mandare i figli a scuola, per educarli ma anche perche' i genitori non sono presenti). Neele societa' tradizionali e comunitarie invece figli e adulti convivono naturalmente ventiquattrore su ventiquattro e non esistono i problemi derivati dall'alienazione della fabbrica. Un'altro importante fattore di differenza e' l'atteggiamento verso l'anziano: piu' un paese e' fortemente industrializzato, piu' l'anziano viene visto e considerato come un malato. Soprattutto nel nord Europa gli anziani si ritrovano a vivere la loro lunga vecchiaia spesso isolati in case di riposo e la maggior parte dei rapporti umani li hanno con medici, come se fossero malati, ed in effetti per la nostra societa' lo sono, la vecchiaia e' una malattia. In Ladakh non c'e' niente di piu' lontano dal vero. A Likkir la vita media e' piu' corta di quella italiana dal momento che nessun anziano viene torturato con macchine e respiratori e tenuto per forza in vita, in compenso lavora e vive assieme ai giovani senza essere considerato ne un peso ne un malato ma tutt'al piu' un compagno piu' grande a cui mostrare rispetto. L'energia dei vecchi ladakhi e' tranquillamente paragonabile a quella di un ventenne nostrano ed un'altra cosa che ho notato e' la totale lucidita' mentale degli anziani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto a Likkir viene utilizzato e la produzione di rifiuti e' pari a zero. Non si utilizza plastica e si importano unicamente pomodri da Leh e nemmeno troppi. Tutto viene prodotto localmente, persino il Chang, leggerissima birra locale ricavata dalla fermentazione dell'orzo. L'orzo domina la vita nel ladakh, il suo colore e' dominante, cosi' simile alle montagne circostani, alla pelle abbronzatissima dei suoi abitanti. Dall'orzo si ricava la farina, con la quale si produce pane e pasta, dall'orzo si ricava anche il chang apprezzatissimo dai ladakhi. E' difficile non mitizzare questo stile di vita, che io comunque in quanto occidentale non sarei in grado di sostenere a lungo. Credo che lo stile di vita a Likkir sia importante per noi semplicemente perche' ci mostra quello che abbiamo guadagnato e quello che abbiamo perso con la modernizzazione e con l'industrializzazione. Soprattutto per quanto riguarda la qualita' dei rapporti umani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Mondi di plastica&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono state delle pause durante il progetto. La prima verso meta' mese; siamo tornati a Leh per un workshop. Alcuni partecipanti hanno voluto cambiare casa, soprattutto per problemi di lingua (pochissimi agricoltori parlano inglese). Io ho deciso di utilizzare questi giorni per andare ad investigare riguardo uno dei problemi ambientali maggiori dell'industria dei turisti: lo smaltimento dei rifiuti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Esiste u business di riciclaggio per quanto riguarda vetro e metallo nel Ladakh. I materiali vengono portati in India e li' riciclati. Non esiste niente di simile per la plastica; perche'? Perche' la plastica e' riciclabile solo al 5 %, il resto diventa fumo tossico e liquame irrecuperabile, quindi non conviene (e' cosi' anche in Europa). Dove va a finire la plastica? Rompendo parecchio le palle a destra e a manca scopro che esiste una discarica fuori citta' dove la plastica viene bruciata e decido di andare a dare un'occhiata. Prendo un taxi e vado a vedere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo circa un quarto d'ora arrivo in luogo e davanti ai miei occhi si apre uno scenario post apocalittico alla Mad Max ( che potete vedere nelle foto): montagne di plastica ammucchiata che bruciano a cielo aperto, ed e' un'intera vallata che circonda completamente un montagna. Ora capisco come mai l'acqua e' inquinata: la plastica viene buciata e sotterrata e nel corso degli anni ha raggiunto le falde acquifere sotterranee rendendole cancerogene, per non parlare dell'inquinamento aereo che ritorna nel suolo tramite la pioggia. Ma non e' solo questo. Il 99% dei rifiuti e composto dalle mitiche botiglie d'acqua (made Pepsi cola) consumate quotidianamente dai turisti. Ogni anno 50000 turisti (70000 secondo il ministero del turismo) spendono almeno 15 giorni nel Ladakh e consumano come minimo 2,3 bottiglie al giorno d'acqua o di bibite, il che crea minimo 1500000 bottiglie che devono essere bruciate fuori citta' ogni anno ma e' una stima al ribasso, siamo sicuramente sui 2 milioni. Non e' finita: nella discarica vivono delle persone. Sono i lavoratori provenienti dalle parti davvero povere e industrializzate dell'India, il loro lavoro e' bruciare plastica e lo svolgono 24 ore su 24. Il governo non fornisce loro nemmeno un alloggio e sono costretti a vivere in tende che spuntano dai rifiuti. Il fumo di plastica bruciata e' la costante di quasto inferno sulla terra e lo respirano costantemente, il risultato e' che muoiono dopo 5, 10 anni di lavoro del genere. Ma perche' non usare il vetro che e' riciclabilissimo (basterebbe riportarlo alla fabbrica come avviene in Germania)? Per il semplice fatto che Il Paese e' governato dalle multinazionali (nel caso del Ladakh la Pepsi ma ne parlero' piu' approfonditamente nella mia tesi) e la plastica e' fatta di petrolio e c'e' qualcuno che questo petrolio lo vuole vendere ad ogni costo, anche quando non sarebbe strettamente necessario. Oltretutto non essendo riciclabile c'e' sempre bisogno di nuove bottiglie e l'economia gira. E la gente muore di cancro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Ladakh e' praticamente impossibile non consumare plastica. Ogni liquido viene venduto nella plastica tranne i succhi di frutta locali. Per fortuna ci sono iniziative locali contro questo strazio: in alcuni luoghi e' possibile riempire le proprie bottiglie vuote con acqua depurata. Ma il turista va sensibilizzato ed informato altrimenti e' inutile. E non vi credete che queste cose accadano solo nei barbari territori del terzo mondo. Non tutta la plastica viene bruciata, Cina e Stati uniti d'America ad esempio la gettano in mare. Le correnti concentriche del Pacifico hanno trasportato nel corso degli anni un'incredibile quantita' di plastica al centro del piu' grande oceano del mondo, il risultato e' stata la creazione della piu' crandiosa isola artificiale del mondo composta interamente di rifiuti. Lo schifo prodotto da tale abominio e' arrivato ad inquinare il pesce mangiato dagli eschimesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se ne volete un esempio cercate su google, e' pieno di foto. E nel frattempo ai cari produttori di tutta questa schifezza non posso che augurare dei cordiali vaffanculo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/OrzoEPlastica#"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/OrzoEPlastica#&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-5193833203686613910?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/5193833203686613910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=5193833203686613910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/5193833203686613910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/5193833203686613910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2009/09/orzo-e-plastica.html' title='Orzo e Plastica'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-7250898491521403082</id><published>2009-08-02T05:47:00.000-07:00</published><updated>2009-08-02T06:28:21.067-07:00</updated><title type='text'>Nella terra del Diamante</title><content type='html'>I miei ultimi giorni a Leh.&lt;br /&gt;Domani cominciera' il farm project, un progetto promosso da una NGO che prevede il soggiorno presso una famiglia ladakhi per un mese. I partecipanti dovranno vivere assieme ai locali e lavorare assieme a loro il che prevede lo svolgimento di lavori agricoli. Lo so che fa ridere ma avevo deciso gia' prima di partire di partecipare, potrebbe essere utile per la mia tesi, per entrare piu' in contatto con la societa' che sto' studiando. Solo oggi mi e' stato riferito il nome del villaggio in che mi e' stato assegnato: andro' a Likkir, un idilliaco villaggio di circa 500 abitanti sormontato da un gigantesco Gompa (monastero). Forunatamente ho gia' visitato Likkir qualche giorno fa. Mi era presa voglia di andare a fare due passi e, assieme ad un amico sloveno, ci siamo fatti lasciare dall'autobus nel bel mezzo del nulla camminando fino al gompa di Likkir e poi abbiamo raggiunto Alchi, il complesso monastico piu' famoso della zona per i suoi dipinti antichissimi.&lt;br /&gt;Sia Likkir che Alchi sono tesitmonianze viventi della ricchissima ed interessante storia del buddhismo tibetano. Assieme ai nomadi ed ai mercanti che da secoli attraversano questo crocevia dell'Asia anche le culture e le forme religiose qui si incontrano e si mescolano. La storia del buddhismo tibetano e' troppo lunga per essere raccontata qui, si tratta comunque di una forma di buddhismo molto sincretica ed estremamente colorata. Vi si ritrovano segni di sciamanesimo, di tantrismo, e sono presenti tutte e tre le principali correnti buddhiste (grande veicolo, piccolo veicolo, veicolo del diamante) e la religione Bon ha avuto anch'essa un'importantissima parte nella formazione di questo mondo religioso. Ma soprattutto, in questo breve viaggio a piedi di un giorno, e' impossibile non sentire ancora l'eco dei protagonisti umani della vicenda, i grandi protagonisti che viaggiando spesso dall'India verso il Tibet o la Cina, hanno lasciato vividi segni nel territorio. Lo stregone tantrico Padmasambawa, uno dei primi eroi della diffusione del buddhismo in Tibet passo' da queste parti nel suo magico viaggio verso le montagne, esorcizzando demoni e compiendo portenti che ancora oggi vengono rappresentati al festival di hemis, dove i monaci mascherati danzano gli esorcismi del santo non e' che uno dei personaggi che segnano con la loro presenza il territorio e la cultura locale ladakhi. Ovunque, anche negli angoli piu' remoti e' possibile scorgere simboli buddhisti: mantra scolpiti nel fianco della montagna, chorten (santuari) eretti nelle loro cime, ruote tibetane che, se girate in senso orario, spandono le loro preghiere in ogni angolo dell'universo, bandiere tibetane fittamente ricoperte di mantra e auguri attorcigliate in cima ai piu' alti picchi transitabili e monasteri che sovrastano piccoli villaggi e sembrano tutt'uno con le cime montuose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cio' che fortemente stride con il contesto e' la situazione politica. Il ladakh, parte dello stato del Jammu Kashmir, viene spesso considerato come un'appendice morta e vuota dell'altrimenti paradisiaco (opinione kashmira) stato del Kashmir. La sensazione che si ha e' che la cultura dominante indiano/kashmira stia facendo di tutto per oscurare il Ladakh come entita' politica. Non esiste stampa locale, telegiornali locali e a scuola non si insegna la lingua ladakhi.&lt;br /&gt;Giorni fa nella strada tra Leh e Srinagar un autista di jeep per turisti viene assassinato da due Kashmiri. La citta' di Leh sciopera durante le ore diurne. Nessuno sa di preciso cosa sia accaduto. Alcuni miei amici stanno facendo un trekking nella zona. Cerco di informarmi in serata in internet ma niente. Le pagine relative ai giornali del Jammu Kashmir non si degnano di parlare dell'argomento. Forse una simile notizia potrebbe rovinare la fiorente industria turistica, o forse c'e' di piu'. Comincio a chiedere in giro, tutti sono reticenti, sento voci contraddittorie.&lt;br /&gt;Non riesco infine ad avere notizie certe, ma la voce piu' in voga e' che la jeep trasportava due ragazze coreane e i due kashmiri. A questo punto le notizie si duplicano: secondo alcuni i kashmiri hanno cercato di violentare le ragazze, l'autista le ha difese e gli aggressori gli hanno sparato al collo. Seconda versione: Gli assassini erano militanti islamici che hanno aggredito la jeep uccidendo l'autista. Non sono riuscito a scoprire nulla di cio' che e' successo alle ragazze.&lt;br /&gt;Per il resto nessuno dice niente, a parte lo sciopero. Le agenzie turistiche continuano a vendere il loro pacchetti trekking e alle domande inaspettate rispondono con un sorriso dicendo "I don't know sir".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuoco sotto la cenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NellaTerraDelDiamante#"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NellaTerraDelDiamante#&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input id="gwProxy" type="hidden"&gt;&lt;!--Session data--&gt;&lt;input onclick="jsCall();" id="jsProxy" type="hidden"&gt;&lt;div id="refHTML"&gt;&lt;/div&gt;&lt;input id="gwProxy" type="hidden"&gt;&lt;!--Session data--&gt;&lt;input onclick="jsCall();" id="jsProxy" type="hidden"&gt;&lt;div id="refHTML"&gt;&lt;/div&gt;&lt;input id="gwProxy" type="hidden"&gt;&lt;!--Session data--&gt;&lt;input onclick="jsCall();" id="jsProxy" type="hidden"&gt;&lt;div id="refHTML"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-7250898491521403082?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/7250898491521403082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=7250898491521403082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7250898491521403082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7250898491521403082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2009/08/i-miei-ultimi-giorni-leh.html' title='Nella terra del Diamante'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-3114476797853414913</id><published>2009-07-24T00:23:00.000-07:00</published><updated>2009-07-24T02:39:52.461-07:00</updated><title type='text'>Canto di un pastore errante dell'Asia</title><content type='html'>Che vi piaccia o meno Leopardi non potrete non pensare alla sua poesia sui nomadi che percorrono questa parte di mondo mentre vi trovate nelle aride valli del Ladakh.&lt;br /&gt;Questa terra, arida, difficilmente raggiungibile, al contrario di essere un luogo isolato dal mondo, e' stata per secoli un importante punto di passaggio della via della seta. Mercanti provenienti da tutta l'Asia (ed anche dall'Europa) hanno attraversato il paese degli alti passi trasportando con loro i prodotti di terre lontane, e con essi la loro cultura ed il loro sangue, creando in questa terra di nessuno che comprende oltre al Ladakh, parte dell'Afghanistan, dell'Hindu Kush, del Xinkiang (spero di averlo scritto bene) , del Tibet del Baltistan e dello Yarkhand un vero e proprio melting pot dove da secoli tutto si mescola eppure tutto sembra resti uguale. Adesso il modo di commerciare e' cambiato e questa terra di viaggi e avventurieri e' stata separata da confini, e i passi che prima univano l'Asia adesso la dividono in traballanti ed incerti stati nazione o province autonome dalla dubbia stabilita' politica. Migliaia di militari sorvegliano le antiche strade che una volta unificavano il Ladakh con i territori che oggi fanno parte di Pakistan e Cina rendendone impossibile il transito e causando la morte delle antiche strade un tempo ombelico del mondo.&lt;br /&gt;Fortunatamente in alcune remote zone di questo arido paradiso esistono ancora popolazioni nomadi che non hanno abbandonato il loro stile di vita. A circa 250 kilometri a sud est di leh, nella zona dei laghi Tso Moriri e Tso Kar vivono ancora i nomadi Chang. La loro vita e' legata all'allevamento di animali e sono i maggiori produttori della lana Pashmina, da cui si ricava la preziosa lana Kashmira, cosi' ricercata dai regnanti e dai nobili inglesi, prima fra tutti la regina Vittoria.&lt;br /&gt;Io e i miei amici abbiamo deciso di visitare per alcuni giorni la terra dei nomadi. Abbiamo trovato alcuni campi e sono riuscito a scambiare con essi alcune parole. Purtroppo la maggior parte di loro al momento si trova nei pascoli di alta montagna e sarebbero necessari giorni di viaggio a piedi per raggiungerli e purtroppo non ne ho il tempo. Ho potuto pero' dormire in uno dei loro villaggi fantasma nei quali si rifugiano durante i rigidissimi mesi invernali, quando la temperatura raggiunge i meno 40 gradi centigradi.&lt;br /&gt;Per quanto poco ho potuto interagire con questi ultimi superstiti di un tempo che volge al tramonto, mi e' impossibile non raccogliere alcune impressioni sul loro stile di vita, uno stile di vita indubbiamente durissimo, legato indissolubilmente agli animali e al territorio, alle pochissime risorse cioe' che questa terra offre. I nomadi riescono a sfruttare il territorio al meglio, piegandosi ai suoi capricci, spostandosi continuamente per seguire il ricambio stagionale di risorse, cercando di non inaridire i pochi pascoli disponibili sfruttandoli eccessivamente. Ogni nomade dipende dal gruppo, e se possibile tra loro la vita comunitaria e' ancora piu' forte che nei remoti villaggi ladakhi. Il problema del singolo diviene ben presto problema collettivo,e benche' il valore individuale sia ritenuto di fondamentale importanza, la vita dell'uno e' intrinsecabilmente legata a quella del gruppo. Non esiste isolamento, sarebbe mortale.&lt;br /&gt;Ma forse la cosa che colpisce di piu' e che mi fa pensare alla vita dei nomadi con un pizzico di invidia e' la mancanza di confini che questi paesaggi lunari himalayani suggeriscono all'occhio, e diventa facile lasciar correre la fantasia lungo le increspature della superficie del lago tso moriri, che riflette le variopinte cime delle piu' alte montagne del mondo e le stelle sopra di esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente sono riuscito a caricare alcune foto, anche se non sono molte e non sono un gran che. Forse riesco a caricare anche qualche video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/CantoDiUnPastoreErranteDellAsia#"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/CantoDiUnPastoreErranteDellAsia#&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ECCO I VIDEO. Ho sofferto tanto per caricarli e alla fine non li ho potuti mettere su tutti. Pazienza, ci sono solo i piu' brevi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=y7QHjD9gSh4"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=y7QHjD9gSh4&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=0XxXVQT6HoE"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=0XxXVQT6HoE&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Mn2AsYLziPo"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=Mn2AsYLziPo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=lGmhvIfdISs"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=lGmhvIfdISs&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=-yFwbXDJ4KU"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=-yFwbXDJ4KU&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=AoDdAHj4GIw"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=AoDdAHj4GIw&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=wkB3UP5m26w"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=wkB3UP5m26w&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=T44iMms2_WQ"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=T44iMms2_WQ&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-3114476797853414913?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/3114476797853414913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=3114476797853414913' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3114476797853414913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3114476797853414913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2009/07/canto-di-un-pastore-errante-dellasia.html' title='Canto di un pastore errante dell&apos;Asia'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-3791864792113140716</id><published>2009-07-08T07:01:00.000-07:00</published><updated>2009-07-11T02:41:37.260-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;p&gt;Ho avuto la fortuna di conoscere la mia bis nonna prima che morisse. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Ogni tanto le chiedevo com'era la sua vita da giovane. Mi rispondeva prima di tutto che c'era tanta miseria, come se fosse in un certo senso obbligata a dirlo; ma lo faceva sorridendo e subito dopo aggiungeva che c'era anche molta allegria e che si viveva tutti insieme, non come ora.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La societa' in cui vivevano molti contadini italiani cento, duecento anni fa era una societa' ancora comunitaria, una societa' dove le vite umane erano interconnesse. Certamente le persone avevano una coscienza di se' molto diversa da quella attuale, facevano parte di un gruppo, nel bene e nel male e la sorte del gruppo coincideva molto spesso con quella del singolo. Se c'era da mangiare c'era per tutti, se non c'era non c'era per nessuno. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Poi si e' affermato, come risultano di un economia basata sulla libera impresa e sul mercato mondiale, un nuovo concetto di vita, una nuova coscienza: quella individuale. La nostra societa' passo' lentamente da un'assetto comunitario a un assetto individualista che oggi, nel 2009, celebra incontrastato il suo trionfo. Il concetto e' che si nasce soli, si vive soli e si muore soli. Soli ma liberi di intraprendere qualsiasi iniziativa. E finora abbiamo celebrato grandemente i vantaggi dell'individualismo: la possibilita' del divorzio, la possibilita' di vivere lontano dai propri genitori, la possibilita' di vivere la propria vita e scegliersi il proprio lavoro nonostante le proprie origini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Raramente pero' si sono nominati i difetti del miracolo economico e sociale della nuova era. Ed e' interessante perche' l'attuale societa' liberista ed individualista che sbandiera la liberta' e la diversita' come punti di forza sta producendo un mondo dove, perlomeno recentemente, sono invece sono la dipendenza e l'omologazione ad emergere. Dipendenza dal mercato globale ad esempio. Chi di voi riuscirebbe a vivere senza petrolio? Dipendiamo dai supermercati per l'alimentazione, che sono riforniti tramite camion che vanno a benzina. La luce elettrica e quindi i vostri frigoriferi per funzionare necessitano di petrolio. E l'omologazione: tutto il mondo sta cominciando ad ascoltare la stessa musica, mangiare le stesse cose e soprattutto avere gli stessi obbiettivi. Dipendiamo dal fatto che l'economia deve girare, che dobbiamo produrre e soprattutto consumare di piu' creando altri paradossi. E' sintomatico il fatto che l'Italia esporti quasi tanto olio di oliva quanto ne importi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Ci abbiamo messo anni a cambiare e non riusciamo a vedere gli errori. Pensiamo che questo sia l'unico mondo possibile. Per questo e' importante conoscere la storia del Ladakh. Non perche' e' esotico, non perche' e' l'Himalaya, ma perche' qui sta' avvenedo esattamente lo stesso processo che avvenne in Europa, solo piu' velocemente. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;  E' ancora possibile vedere com'e' una societa' comunitaria e come si sta trasformando in una societa' individualista e imprenditoriale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Nel Ladakh rurale non si nasce soli, non si vive soli e neppure si muore soli. L'intero gruppo partecipa attivamente sostenedo gli altri membri. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Cerco di spiegare a Dawa, il proprietario della mia guest house, che nei paesi industrializzati il fenomeno della depressione sta aumentando. Lui mi chiede cosa sia e io gli spiego che un depresso e' una persona cosi' poco felice da dover andare dal dottore per guarire. E' una notizia al di sopra della sua portata. Non la capisce e non ci crede. E' abituato ad avere un gruppo attorno a se che lo sostiene e di cui fa parte; anche se chiaramente a volte far parte di un gruppo puo' essere pesante e limitante credo che ci sia qualcosa da imparare sulla nostra vita e sulla nostra storia da queste persone prima che spariscano e si omologhino e si uniformino alla massa dei "liberi" individui.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-3791864792113140716?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/3791864792113140716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=3791864792113140716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3791864792113140716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/3791864792113140716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2009/07/ho-avuto-la-fortuna-di-conoscere-la-mia.html' title=''/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-7284620960429641742</id><published>2009-06-30T00:14:00.000-07:00</published><updated>2009-06-30T00:26:55.442-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>A due anni di distanza dall'ultimo post ho il piacere di riaprire questo blog. A due anni esatti per l'esattezza e lo riapro esattamente dal posto in cui l'ho chiuso: Manali. Vi avevo lasciato due anni fa proprio qui per la difficolta' di reperire internet da queste parti. Manali era e rimane la porta dell'Himalaya, dell'Himalaya vero e proprio, del cuore dell'Asia.&lt;br /&gt; Questa volta purtroppo non sono qui per viaggiare lasciandomi trasportare dalle situazioni e dagli umori del momento, ma devo scrivere una tesi. Come due anni fa il posto in cui sto per recarmi e' il Ladakh, il piccolo Tibet, un luogo completamente diverso dall'India anche se politicamente ne fa parte. Un luogo che fino a pochi anni fa era irraggiungibile ai piu', ed inprovvisamente in una manciata di anni si trova non solo ad essere aperto al turismo di massa ma anche ad essere una zona strategica per il controllo dell'Asia centrale, quindi e' tempestato di postazioni militari. Riportero' sotto uno schizzo del mio progetto di tesi che mi occupera' per i prossimi 2 mesi e mezzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  &gt;Il Ladakh, o “Piccolo Tibet” e’ una regione himalayana situata nell’estremo nord ovest indiano. Anche se politicamente e’ un distretto dello stato del Jammu-Kashmir la sua storia e le origini del popolo ladakhi poco hanno a che fare con l’etnia kashmira e con le popololazioni indiane dalle quali si differenzia par lingua, cultura, religione e storia. Il Ladakh infatti, una grande valle tra le montagne himalayane collegata al mondo indiano solo tramite alti e difficilmente percorribili valichi, nasce come un regno legato indissociabilmente alla storia tibetana. I ladakhi, popolazione centroasiatica simile per origini etniche a quella tibetana, oggigiorno rappresentano forse l’ultimo baluardo della cultura tibetana dopo gli effetti devastanti della rivoluzione culturale cinese; nel Ladakh infatti il buddhismo tibetano e’ ancora ben vivo nei monasteri e nei viaggi e la sua influenza e’ ovunque visibile nel territorio e nelle usanza degli abitanti. La zona fu conquistata alla fine del XVIII secolo dai raja musulmani kashmiri ed entro’ cosi a far parte, almeno nominalmente, del regno kashmiro; l’Islam e’ quindi la religione secondaria della zona, anche se il luogo e’ rimasto, a causa della sua inaccessibilita’ geografica, al di fuori della storia e dell’influenza culturale kashmira. Con la nascita dell’India il Kashmir, e quindi il Ladakh entrano a far parte dell’unione indiana e il luogo viene chiuso ai visitatori per i notevoli rischi che un viaggio in Ladakh presenta. Per circa 20 anni la regione rimane isolata come mai nella storia, I veicoli motorizzati difficilmente transitano a causa della mancanza di strade e di rifornimento di carburante e l’economia interna, da sempre basata sul’autosussistenza piu’ che sul commercio non risente drastici cambiamenti. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  lang="FR" &gt;Il luogo comincia pero’ a rivestire una certa importanza per il governo indiano a partire dagli anni ’60 quando sia la Cina che il Pakistan per motivi diversi cercano di invadere la zona. Immediatamente c’e’ necessita’ di militarizzare la zona, vengono costruite le prime stazioni di rifornimento carburante e vengono costruite strade per trasportare vettovaglie, munizioni e benzina; contemporaneamente la richiesta d’ingresso da parte dei turisti occidentali si intensifica a cause dell’interesse verso la religione buddhista tibetana a seguito della sua persecuzione in Tibet causata dalla rivoluzione culturale.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  lang="FR" &gt;  Alla fine degli anni sessanta il governo indiano sente l’esigenza di varare un programma di sviluppo per il Ladakh. La collaborazione della popolazione nella costruzione delle infrastrutture utili all’esercito e’ essenziale, il paese deve essere elettrificato, reperire carburante dovra’ essere semplice ed il popolo ladakhi, in quanto facente parte politicamente dell’India dovra’ naturalmente essere la manodopera di tale sviluppo. Comincia cosi’ la modernizzazione del Ladakh: lo sviluppo segue naturalmente il modello occidentale; vengono edificate scuole dove le lezioni sono tenute in Urdu, e l’esame finale in inglese e con il lavoro viene introdotta la moneta indiana. La ricezione da parte dei ladakhi del moderno concetto di sviluppo e di economia avviene pero’ lentamente, il denaro viene inizialmente percepito come un bene di lusso, e non lo si utilizza per acquistare cibo e beni primari bensi’ per oggetti d’artigianato con scopi spesso decorativi. &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  lang="FR" &gt;  La situazione sara’ destinata a cambiare drasticamente a meta’ degli anni settanta quando il Ladakh viene aperto al turismo. Negli anni immediatamente successivi il numero di turisti aumenta esponenzialmente. L’impatto che il crescente fenomeno turistico ha sui ladakhi non ne sconvolge solamente le istituzioni economiche ma anche e soprattutto quelle sociali. I primi turisti a giungere in Ladakh negli anni settanta sono molto spesso cio’ che rimane del movimento hippie, giovani in cerca di nuove forme di spiritualita’ e della visione di uno stile di vita alternativa rispetto al consumismo occidentale; in questa prima fase i turisti sono ancora relativamente pochi, un numero sostenibile per I ladakhi che ospitano con facilita’ gli stranier anche gratis, o in cambio di piccoli lavori domestici. Negli ottanta e novanta la zona diventa famosa per i suoi paesaggi incontaminati e le sue altitudini elevate, adatte agli amanti di trekking e di sport estremi. Il flusso aumenta e cambia il tipo di turista. Non difficilmente gia’ agli inizi degli anni ottanta I primi trekker spendevano volentieri in un giorno un ammontare di denaro pari alla spesa di una famiglia ladakhi media di un anno. Con l’aumentare del numero dei turisti cominciano a nascere le prime infrastrutture ad essi dedicate. Attualmente Leh, la capitale del Ladakh e’ dotata di servizi internet, di alcuni ristoranti italiani ed israeliani e di alcuni hotel dotati di elettricita’ e docce, oltre che di un  numero imprecisato di negozi di artigianato per turisti. I ladakhi che vivono nella capitale hanno recentemente imparato dai loro vicni indiani l’arte della contrattazione che impiegano verso I turisti ma anche verso I propri, e piu’ ingenui compaesani dei villaggi quando si recano a vendere il loro artigianato in citta’.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  lang="FR" &gt;  I soggetti piu’ sensibili all’apertura verso il mercato globale e lo sviluppo commerciale sono ovviamente I giovani, che spesso abbandonano casa e famiglia per cercare fortuna in citta’ proponendosi come guide turistiche. Non tutti riescono e per la prima volta nella sua storia recente il Ladakh vede nascere nella sua capitale un ceto povero: compaiono I primi giovani senzatetto. Coloro che invece hanno successo assieme al denaro assorbono anche lo stile di vita occidentale la cui immagine viene trasmessa loro oltre che dai turisti anche dal cinema indiano. Non e’ infrequente quindi vedere giovani guide ladakhi sfoggiare maglie con immagini di sconosciute &lt;leo_highlight style="border-bottom: 2px solid rgb(255, 255, 150); background: transparent none repeat scroll 0% 0%; cursor: pointer; display: inline; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;" id="leoHighlights_Underline_0" onclick="leoHighlightsHandleClick('leoHighlights_Underline_0')" onmouseover="leoHighlightsHandleMouseOver('leoHighlights_Underline_0')" onmouseout="leoHighlightsHandleMouseOut('leoHighlights_Underline_0')" leohighlights_keywords="rock band" leohighlights_url="http%3A//thebrowserhighlighter.com/leonardo/highlights/keywords?keywords%3Drock%20band"&gt;rock band&lt;/leo_highlight&gt; americane, jeans aderentissimi e pacchetto di Marlboro in bella vista. Se interrogati sulla loro famiglia e sulle loro tradizioni rispondono spesso con un misto di vergogna e disprezzo parlando dei parenti che ancora vivono in campagna come dei lenti, pigri e stupidi contadini che non fanno altro che lavorare tutto il giorno e rifiutano il progresso e la luce elettrica.&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:12;"  lang="FR" &gt;  Anche la situazione nelle campagne si e’ fatta negli anni piu’ delicata. La mancanza di manodopera giovane e’ diventata un problema, considerando anche il fatto che molti padri di famiglia sono stati obbligati ad arruolarsi come militari per sostenere l’aumento delle tasse necessarie per lo sviluppo. Altro dato importante da considerare, frutto anch’esso dell’applicazione dei piani di sviluppo e della nuova ricchezza derivata dal turismo e’ l’aumento considerevole del divario fra ricchi e poveri e la conseguente creazione di nuove classi sociali in una societa’ che al di fuori di Leh e dei monasteri, cioe’ nei piccoli villaggi montani, era storicamente paritaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;Un po' lungo ma almeno sapete di cosa sto' parlando. Appena posso scrivero' di New Delhi e di manali e se mi riesce carico un paio di video&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="EC_MsoNormal" style="text-align: justify; line-height: normal;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;   &lt;span style=";font-family:'Times New Roman','serif';font-size:14;"  lang="FR" &gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;input id="gwProxy" type="hidden"&gt;&lt;!--Session data--&gt;&lt;input onclick="jsCall();" id="jsProxy" type="hidden"&gt;&lt;div id="refHTML"&gt;&lt;/div&gt;&lt;input id="gwProxy" type="hidden"&gt;&lt;!--Session data--&gt;&lt;input onclick="jsCall();" id="jsProxy" type="hidden"&gt;&lt;div id="refHTML"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span id="leoHighlights_iframe_modal_span_container"&gt;&lt;div id="leoHighlights_iframe_modal_div_container" style="border: 1px solid black; position: absolute; visibility: hidden; display: none; width: 394px; height: 40px; z-index: 32768; background-color: white;" onmouseover="leoHighlightsHandleIFrameMouseOver();" onmouseout="leoHighlightsHandleIFrameMouseOut();"&gt;                                                     &lt;div id="leo_iFrame_closebar" style="position: absolute; top: 0px; left: 0px; width: 394px; height: 40px; z-index: 32768; background-image: url(chrome://shim/content/highlightsFilter-1/header.gif);"&gt;       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Tra due giorni saro` nel Ladak e sara` ancora piu` difficile e costoso comunicare, quindi ci risentiamo tutti direttamente quando torno. Ringrazio tutti quelli che mi hanno scritto e che hanno commentato il blog, mi avete fatto veramente compagnia durante il viaggio. Grazie&lt;br /&gt;Saluto anche Mearevolutionae e ringrazio il Signor Emanuele Calchetti per avermi linkato...mi dispiace di essere mancato alla vostra chiusura, ma sono certo che le vostre iniziative andranno avanti e la prossima volta, per vostra sfortuna, non manchero`.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Namaste, ci vediamo a Luglio.&lt;br /&gt;Ed eccovi le ultime foto dell`Himachal Pradesh&lt;br /&gt;le valli tra le colline al confine col Tibet, tra cui la meravigliosa e desertica Spiti valley, un deserto circondato dall`Himalaya, la cui altitudine media e` 4500 metri. Le altre foto sono principalmente di Manali, Parvati valley, Laul e Kinnaur e qualcosa di Dharamshala, la citta` del Dalai Lama. In queste zone piuttosto selagge si ambientano la maggior parte delle leggende legate al dio Shiva e alla dea Parvati, e ogni fume, ogni montagna e ogni foresta ha la sua storia particolare ed e` piuttosto comune inbattersi in antichi templi dedicati alla Dea (in molti dei quali anticamente si praticavano sacrifici umani). Dopo la conquista del Tibet da parte della Cina e la distruzione della cultura tibetana in nome della Rivoluzione Culturale cinese moltissimi esuli si sono rifugiati in queste colline, l`influsso buddhista quindi oltre a quello shivaita, e` molto forte, soprattutto nella desertica Spiti valley, e a Dharamshala...&lt;br /&gt;Buona visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/AllaCorteDelDalaiLama"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/AllaCorteDelDalaiLama&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-6484577656408044528?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/6484577656408044528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=6484577656408044528' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/6484577656408044528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/6484577656408044528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/06/fine-delle-trasmissioni.html' title='fine delle trasmissioni'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-8280716216847136179</id><published>2007-05-23T00:25:00.000-07:00</published><updated>2007-05-26T08:38:45.789-07:00</updated><title type='text'>In viaggio verso la terra del Diamante</title><content type='html'>5 Maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...durante questo viaggio ho raramente sperimentato la sensazione della solitudine. Il mondo che mi circonda e` troppo diverso dal mio e troppo stimolante per annoiarmi realmente. In effetti un viaggio in India nulla ha a che vedere con un viaggio in Europa. Ci si sente avvolti da un`insieme di impressioni diverse e talvolta schiaccianti, si ha spesso l`impressione di vivere una fiaba scritta apposta per noi da qualcun altro. A volte puo` essere difficile e faticoso, a volte si puo` maledire il giorno in cui abbiamo deciso di abbandonare una dimora e una situazione stabile, confortante; ma difficilmente ci si sente davvero soli, o per lo meno questa e` la mia esperienza...fino ad oggi. In questi due mesi di viaggio sono stato in molti posti differenti, dalle aride pianure desertiche dell`India centrale fino alle vette himalayane del Nepal e due mesi mi sono sembrati sei. Cio` che a volte mi spinge a cercare un internet point e a sedermi davanti allo schermo di un computer connettendomi nella speranza che non vada via la luce non e` tanto un sentimento di solitudine ma piuttosto la curiosita` di sapere se anche a casa le cose sono cambiate con la stessa velocita` con cui cambia la vita di chi viaggia, ed e` rassicurante sapere che quando tornero` ci saranno sempre le stesse faccie a salutarmi e che in fondo c`e` sempre un luogo accogliente, che non cambia, che rimane sempre uguale, che conosciamo benissimo e sul quale possiamo fare affidamento. Sapendo questo viaggiare ha ovviamente un sapore del tutto diverso da chi viaggia per necessita`, da chi, esule, e` costretto a spostarsi da un posto a un altro senza la rassicurante idea di una casa accogliente, di un rifugio sicuro e indistruttibile. E siamo cosi` abituati a quest`idea che la diamo per scontata, diamo per scontati i parenti, gli amici, i luoghi, diamo per scontato il fatto che al ritorno li ritroveremo. Diamo per scontata l`idea di casa e ci affidiamo ad essa come se non dovesse mai crollare.&lt;br /&gt;Ma a volte non e` cosi`. E rendersi conto che anche quella che chiamiamo casa in fondo e` solo di passaggio fa uno strano effetto specialmente se lo scopriamo in viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Ho ricevuto la notizia a Kathmandu e improvvisamente 7000 kilometri di distanza mi sono drammaticamente crollati sulle spalle. Avrei voluto tornare e per la prima volta mi sono sentito solo e impotente e lontano da 'casa', lontano dalle persone la cui presenza avevo dato per scontata, e non lo rivedro` mai piu`... tre giorni prima di partire ero andato a trovarlo, ma quando me ne sono andato dormiva gia`; non ho potuto nemmeno dirgli ciao. L`ho lasciato che dormiva.&lt;br /&gt;Mi chiedo se veramente gli ho detto tutto quello che gli dovevo dire quando ne avevo la possibilita` e quante volte invece ho rimandato qualche momento importante dando per scontato il fatto che lo avrei rivisto, che tutti siamo per sempre, che il nostro ambiente familiare e` per sempre, che tanto quando torno ti rivedo e invece no non e` cosi`. E questo mi rode. Parecchio.&lt;br /&gt;Kathmandu e` diventata piccola e tra due giorni tornero` in India. Non voglio stare fermo voglio muovermi il piu` possibile.&lt;br /&gt;A questo punto potrei facilmente cadere nella retorica e dire che `la vita e` un fiume che scorre' che 'nulla e` per sempre' e via dicendo ma dal momento che questo non e` un libro di Paulo Cohelo (si scrive cosi`?) ma il mio frammentario diario di un viaggio in Asia citero` una frase che ho letto in India, nella Moschea di Fatehpur Sikri. La frase e` tratta dal Corano e recita:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Disse Gesu` Figlio di Maria (che la pace sia con lui): il mondo e` un ponte; attraversalo, ma non costruirvi sopra una casa. Colui che spera per un`ora puo` ben sperare per l`eternita`; il mondo e` un`ora; trascorrilo in preghiera perche` il resto e` invisibile."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addio Marco buon viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 Maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...Sono tornato in India da ormai cinque giorni. Attraversare il confine e` stata un`avventura. C`erano stati dei problemi con i terroristi alle ultime elezioni dell`Uttar Pradesh, e quindi le elezioni che mi avevano bloccato per tre giorni nel Madhia Predash sono state rimandate ai primi di maggio, ossia esattamente quando mi sono ritrovato al confine. La linea del governo indiano era: "Che nessuno oltrepassi il confine." Non avevo pero` nessuna intenzione di rimanere bloccato in Nepal e insistetti col doganiere cercando di convincerlo che non potevo essere un terrorista e che avevo l`aereo in partenza da New Delhi per tornare in Italia. Fortunatamente avevo gia` acquistato il biglietto del treno ed infine mi fece passare. Il momento fu interessante.&lt;br /&gt;Fui l`unico al quale fu concesso di oltrepassare i polverosi 20 metri che rappresentavano il confine India Nepal. Da ambo i lati una massa di indiani e nepalesi mi guardavano con invidia e odio. Il silenzio regnava sovrano. Mostrai i documenti alle guardie le quali cercarono di leggerli senza mollare i mitra che tenevano in mano. Pensai che magari gli partiva un colpo anche se quasi certamente avevano la sicura. Inspiegabilmente fui preso in questo momento di tensione e silenzio, dalla risarella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera stessa alla stazione di Gorakhpur nell`Uttar Pradesh il mio treno tardo` di 20 ore, al termine delle quali, dopo aver dormito alla stazione salii sulla carrozza salutato da una ventina di indiani che avevo conosciuto nottetempo. La mia destinazione era Amritsar, la citta` del tempio d`oro nel Punjab, la 'Mecca' della religione Sikh. Il treno si avvio` lentamente verso nord. Mi aspettavano piu` di 24 ore di viaggio..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giorni successivi ho viaggiato facendo brevi soste nei due stati dell`Haryana e del Punjab. Il mio umore ancora nero e istabile a causa di notizie ricevute da casa mi rendeva poco comunicativo e abbastanza chiuso. La terra dei Sikh mi ha lasciato una buona impressione. In un certo senso non mi sono sentito in Inida ma in un mondo a parte. Poche vacche per le strade, pochi mendicanti, tutto piu` funzionale. Ho dormito prevalentemente nei dormitori delle stazioni nelle quali mi fermavo e non ho fatto soste piu` lunghe di un giorno. Sono arrivato al confine con il Pakistan dove ho assistito ad una strana cerimonia. Credo che ci siano molte false idee influenzate dai media sul rapporto tra pakistani ed indiani, due popolazioni molto simili e vicine culturalmente e linguisticamente, divise solamente da politica e religione. L`atmosfera che ho respirato al confine era in effetti molto solidale e credo che il problema principale sia il terrorismo, ripudiato dal governo pakistano.&lt;br /&gt;"I terroristi non hanno religione" Mi dice un vecchio musulmano residente in India. " E` ora di finirla con i litigi e con le guerre sante" Mi chiedo se tutti la pensino come lui.&lt;br /&gt;Ad Amritsar passo una notte dormendo nel tempio d`oro dove ricevo vitto e alloggio gratuito, altra prova dell`efficenza sikh. La religione sikh, piuttosto giovane, simboleggia il tentativo di unione tra induismo e islamismo; forse povera dal punto di vista mistico la filosofia religiosa sikh si focalizza piu` sul lato sociale della vita, ed in questo si rivela molto moderna, proponendo una societa` libera da caste, dove la donna ha gli stessi diritti dell`uomo e dove il singolo e` incoraggiato verso una vita attiva ed un guadagno onesto di denaro (e qui tiro un sospiro di sollievo, niente truffe a danno dei turisti), e ad una apertura e rispetto verso tutte le altre religioni e razze.&lt;br /&gt;Il luogo sacro per eccellenza dei sikh e` il tempio d`oro di Amritsar dove i sacerdoti recitano incessantemente i versi dell`Adi Granth, il libro sacro sikh. La recitazione e` simile ad un ipnotico canto e non cessa mai giorno e notte da circa trecento anni..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 Maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...Siedo nella carrozza di uno dei treni piu` vecchi del subcontinente indiano, il treno del vicere`. Vengo da Chandigar, l`ultima citta della pianura dell`Indo in cui ho sostato prima di inoltrarmi di nuovo tra le colline che precedono l`Himalaya. Chandigar e` stata come un tuffo in Europa. La citta` fu infatti interamente progettata negli anni cinquanta da Le Courboiser e sembra in tutto e per tutto una citta` europea. Sento in effetti un po` la mancanza dell`India vera, ma per un giorno e` piacevole camminare per strade asfaltate e vedere case popolari tipiche dell`Europa anni sessanta. Mi imbatto poi in una vera e propria opera d`arte moderna: Un giardino, pieno di sculture, creato per hobby da un`ispettore dei lavori pubblici utilizzando rifiuti urbani. Decido di visitarlo e rimango piacevolmente sorpreso...mi ero aspettato qualcosa di grosso e tetro, qualcosa che denunciasse gli eccessi della societa` industrializzata moderna evidenziando l`orrore della spazzatura che essa crea. Invece mi ritrovo immerso in una specie di piccolo paradiso pieno di verde, di ruscelli e di sculture di animali. Inizialmente rimango un po` deluso ma poi trovo che l`idea sia interessante e molto costruttiva: utilizzare immondizia per creare qualcosa di bellissimo, e in effetti la permanenza in questo giardino che si estende per ben 10 ettari e` davvero piacevole...&lt;br /&gt;...Il treno in cui mi trovo e` stato costruito espressamente per il vicere` inglese nel 1903 e poco e` cambiato da allora. Attraversa lentissimo le colline che precedono l`Himalaya. Ho deciso di recarmi verso la citta` di Dharamsala, luogo dove il Dalai lama e gran parte degli esuli tibetani si sono rifugiati dopo l`occupazione tibetana da parte del governo cinese.&lt;br /&gt;Dharamsala sorge a ridosso dell`Himalaya indiano e per raggiungerla dovro` attraversare le colline dell`Himachal Pradesh, ma non ho fretta. So che queste colline hanno ospitato nelle loro grotte e caverne santoni e mistici buddhisti e tantrici da piu` di 1000 anni. Qui la cultura tibetana si mescola con quella indiana nei piccoli villaggi montani, e la pianura della valle dell`Indo, dove 2300 anni fa Alessandro il Macedone fermo` la sua corsa impaurito dalla stranezza delle popolazioni qui incontrate, e` appena dietro l`angolo. Mi chiedo cosa avesse visto Alessandro in queste colline, come erano le popolazioni da lui incontrate, quanto era diversa la vita qui a quell`epoca. E un`eco di quel mondo perduto e magico lo si sente ancora in queste colline. Specialmente a quest`ora, nel mattino presto, quando il sole risveglia dolcemente colline e foreste. Forse questa parte del viaggio va presa con calma. Ho incontrato moltissimi ragazzi, soprattutto israeliani, che corrono da una parte all`altra dell`India fermandosi in punti strategici e lamentandosi poi che l`India e` turistica. Il fatto e` che i turisti in India si radunano tutti negli stassi punti; e Dharamsala e` uno di questi. Tutti vogliono vedere il Dalai Lama. Forse e` meglio fare una sosta a meta` strada, cosi` per riprendere fiato; apro la mia guida e cerco nella mappa un posto che mi potrebbe piacere per fermarmi, solo un pomeriggio magari...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18 Maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo deciso di sostare a Rewalsar solamente un pomeriggio; ho finito per rimanerci quattro giorni. Questo posto ha avuto finora uno splendido effetto su di me, mi ha fatto dimenticare che giorno sia. Sono arrivato nel primo pomeriggio e l`unica cosa che sapevo era che si trattava di un piccolo villaggio sacro raccolto attorno ad un lago; niente di che in fondo. Ma appena arrivato sono stato accolto da un`atmosfera davvero piacevole. Il lago, su cui il cielo e le aguzze colline Himalayane si riflettono, e` circondato da tre monasteri buddhisti, un tempio di Shiva e un Gurudwara sikh. Gli abitanti delle cento case che lo circondano camminano tranquillamente attorno all`acqua increspata gettando cibo ai pesci e mi salutano mentre, seduto sotto un frondoso albero pipal, l`albero sacro piu` venerato nella cultura indu`, passo il tempo senza fare realmente nulla di che chiacchierando con alcuni amici che ho incontrato qui.&lt;br /&gt;Scopro solamente il terzo giorno che Rewalsar e` un luogo importantissimo per il buddhismo e non solo. Dalle acque del lago infatti sarebbe nato, sbocciando da un fiore di loto, il santo Padmasambhawa. Costui e` niente meno che l`eroe che ha portato il buddhismo in Tibet, nonche` lo stregone tantrico piu` potente che le leggende indiane ricordino. Secondo la storia tibetana, Padmasambhawa sarebbe andato in Tibet e, dopo aver ripulito l`Himalaya da tutti i demoni che lo abitavano, avrebbe insegnato al popolo tibetano il cosiddetto 'veicolo del diamante' , la via breve del buddhismo, che utilizza tecniche magiche e segrete per raggiungere l`illuminazione e la liberazione finale del Nirvana.&lt;br /&gt;Mentre ascolto la leggenda dalla bocca di Markus, un tedesco piuttosto particolare che ho incontrato qui osservo il tramonto sulle pacifiche acque leggermente increspate del lago. Dalla collina soprastante un`enorme statua lunga circa 15 metri di Padmasambawa troneggia sul villaggio. Inizialmente l`avevo scambiato per Shiva, col tridente in mano, assiso nella posizione del loto. Dire che questo personaggio e` nato qui, in un posto sperduto tra le montagne asiatiche dove mi sento come a casa, sensazione che non provo da diverso tempo. E rimaniamo a chiacchiera fino a tarda notte, girovagando attorno alle acque del lago, senza paura di essere derubati o aggrediti da qualcuno...ogni tanto qualche monaco tibetano si unisce a noi e per la prima volta entro in contatto con questo popolo. Sembrano molto aperti e sono VERAMENTE accoglienti, a differenza di molti indiani, che lo sono solo per ricavarne del denaro. Vengo a sapere molte cose sulla loro religione e sul loro stile di vita, e soprattutto su quanto, loro e la loro terra, hanno sofferto a causa dell`invasione cinese. Ieri io Markus e Alisa siamo entrati nel salone di uno dei tre templi proprio mentre pregavano. Sedevano in due file, una davanti all`altra recitando mantra creando una melodia gutturale e ipnotica, senza un apparente schema. Credevo che la nostra presenza li avrebbe disturbati...ci siamo seduti da una parte osservandoli e dopo alcuni minuti anziche scacciarci un giovane monaco di circa dieci anni ci ha servito tre tazze di te senza aprir bocca. Siamo rimasti piu` di mezz`ora, ossia fino a che non hanno finito la recitazione dei mantra.&lt;br /&gt;Dopo l`invasione cinese molti di loro, Dalai Lama compreso, si sono rifugiati a Dharamshala, poco piu` a nord di qui...si ho deciso che in fondo vale la pena saperne di piu` sulla cultura tibetana e Dharamshala mi sembra un ottimo punto di partenza. Piu` a nord di Dharamshala c`e` poi il Ladak, l`ultima terra nel mondo dove la cultura tibetana esiste ancora, un regno perso tra le nevi e racchiuso tra le montagne, isolato dal mondo per 10 mesi all`anno a causa del ghiaccio. Tra poco i passi dovrebbero aprire, forse mi rechero` anche li`. I buddhisti la chiamano la terra del Diamante, perche` li` piu` che altrove oggi il veicolo del Diamante, il Vajrayana, ossia il buddhismo tantrico e magico di Padmasambawa, continua a sopravvivere.&lt;br /&gt;Anche se sara` molto difficile dire addio a Rewalsar, credo che sia giunto il momento di ripartire, sostare alcuni giorni a Dharamshala e poi decidere il dafarsi. Sono arrivato in questo posto malaticcio (la solita asma) e me ne vado guarito. E forse e` un bene che ero malato, altrimenti non mi sarei mai fermato qui.&lt;br /&gt;...Ce ne andiamo a sera inoltrata. La mia prossima sosta sara il villaggio di Mandi, da secoli luogo di ritrovo di mercanti e carovanieri della via della seta e anche dei sadhu delle montagne, che oggi come ieri ne affollano le rive del fiume e i lati del bazar, e da li` proseguiro` poi in mattinata verso nord, verso la citta` del Dalai Lama e poi ancora piu` a nord, verso la Terra del Diamante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(le foto stavolta sono poche e non sono un granche`. Oltretutto non so perche` ma non mi crea il link, se le volete vedere dovete copincollare l`indirizzo sottostante in un`altra pagina. Sorry)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.picasaweb.google.com/cioniantonio/InViaggio&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-8280716216847136179?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/8280716216847136179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=8280716216847136179' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/8280716216847136179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/8280716216847136179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/05/5-maggio.html' title='In viaggio verso la terra del Diamante'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-544623136683730087</id><published>2007-04-30T01:35:00.000-07:00</published><updated>2007-04-30T02:18:42.440-07:00</updated><title type='text'>Nepal, l`ultimo regno hindu</title><content type='html'>Dopo 24 ore di autobus raggiongo Kathmandu all`alba. Nepal. L`atmosfera nepalese e` diversa da quella indiana. L`India e` un subcontinente, il Nepal un piccolo regno di frontiera dalla situazione politica molto instabile situato nel cuore dell`Asia, punto d`incontro della cultura indiana con quella tibetana. Il Nepal conta circa 20 milioni di abitanti, una centinaio di gruppi etnici e una cinquantina di differenti linguaggi (non stiamo parlando di dialetti, ma di veri e propri linguaggi). Un mosaico etnico dove tutto si mescola.Per un paio di giorni vago per Thamel, l`animato e turistico centro bazar di Kathmandu, tra negozi e bancarelle. Sono talmente fortunato che faccio amicizia con un Nepalese piuttosto benestante, che lavora per una ditta di import export. Gli dico che sono potenzialmente interessato a fare affari con lui e per conquistare la mia fiducia mi porta in taxi in giro per la citta`, mostrandomi tutti i posti che volevo visitare e pagando tutti i biglietti d`ingresso, le corse in taxi e perfino il pranzo. I templi buddhisti sono pieni di elementi hindu e viceversa. Chiedo al mio amico quale e` il suo credo religioso e mi risponde che in Nepal "quello che e` buono lo si segue", che sia hinduismo, buddhismo o sciamanesimo se una meditazione, un aforisma o una pratica religiosa porta risultati positivi la si segue.Mentre il sole tramonta il bazar di Thamel diventa, se possibile ancora piu` animato: dai pub si comincia a sentire musica dal vivo, e anche qui tutto si mescola: rock anni sessanta, musica tecno, buddha bar, musica tradizionale nepalese, indiana tibetana. Per la prima volta dopo quasi due mesi mi bevo una birra appoggiato al bancone di un pub; lo stereo suona una versione chill out della colonna sonora di Ultimo tango a Parigi, e mi torna in mente, forse con un pizzico di nostalgia, l`ultima birra bevuta appoggiato ad un bancone, in Italia. I locali sono pieni di turisti, soprattutto israeliani ma anche molti nord europei, ed e` facile conoscere gente. Quasi tutti sono venuiti in Nepal per fare trekking nell`Himalaya, l`idea comincia a piacermi, non tanto per il trekking, attivita` che non mi ha mai interessato, quanto piuttosto per la possibilita` di entrare in contatto con le popolazioni locali e con le minoranze etniche nepalesi.Molti turisti mi mettono in guardia nei confronti dei guerriglieri maoisti. I maoisti controllano la maggior parte delle zone selvagge e  obbligano gli stranieri che incappano in qualche pattuglia rivoluzionaria a pagare la tassa di Mao. Due turisti americani mi dicono che hanno dovuto sborsare 100 dollari a testa; dopodiche` i maoisti lasciano persino una ricevuta che attesta il pagamento, e se il turista incontra un`altra pattuglia mostrando la ricevuta viene esentato dal pagamento. Sono comunque molto fiducioso. Ho letto in un giornale indiano che i guerriglieri hanno abbandonato le armi (spieghero` poi perche`) da qualche settimana. Perfetto. Non mi resta che assoldare una guida locale e partire. Sara` una lunga camminata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIAGGIO A LANGTANG&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo viaggio a Langtang si e` rivelato un`esperienza preziosa, ma troppo lunga da descrivere in un post, mi limitero` a descriverne i momenti salienti. Riassumendo brevemente ho camminato per 8 giorni nelle vette e nelle colline himalayane raggiungendo la quoto di 4300 metri ed entrando in contatto con il gruppo etnico dei Tamang, punto d`incontro tra la cultura tibetana e quella nepalese. Ho incontrato ovviamente altri turisti che facevano lo stesso giro, soprattutto ragazzi israeliani appena usciti dal servizio militare (sarebbe interessante anche scrivere un articolo sul pessimo rapporto tra gli israeliani influenzati da tre anni di pesante servizio militare, e i nepalesi che non li sopportano) e i posti che ho visitato erano raggiungibili solo a piedi. Nel mio settimo giorno ho avuto un incontro con i guerriglieri maoisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; ...il pullman si ferma in un villaggio di dieci case. Io e Shyam, la mia guida, ci fermeremo qui per la notte. Shyam ha circa trent`anni, e` sposato e fa parte di un gruppo etnico del Nepal occidentale. Ci stiamo dirigendo verso i laghi ghiacciati di Langtang, un selvaggio territorio a nord della valle di Kathmandu, al confine col Tibet. I Tamang, l`etnia locale sono culturalmente molti vicini ai tibetani, ma i loro tratti somatici sono indiscutibilmente nepalesi. Ci sara` da camminare otto giorni di fila, dalle sei alle nove ore al giorno, a seconda di quanto veloce riesco ad andare e ci spingeremo fino oltre i 4300 metri d`altitudine. Sono talmente poco avvezzo a questo genere di cose che decido di non comprare scarpe e giacchetto adatti e realizzo troppo tardi che, oltre i 4000 metri, un giacchettino di jeans e un paio di scarpe comprate dal soldini non sono sufficienti. Va be`, speriamo bene...Il secondo giorno raggiungiamo un piccolo villaggio dove ci fermeremo per la notte. Cerco di rilassarmi nella mia camera, ma una ripetitiva musica proveniente dal tempio locale me lo impedisce. Esco a vedere cosa succede e trovo tutto il villaggio impegnato nel preparare quella che sembra un`importante festa. Chiedo informazionialla mia guida e scopro che si tratta di un rituale funebre. "Quarantacinque giorni fa e` morta una donna molto anziana, benvoluta da tutti in paese, poiche` aveva il potere di guarire. Stanotte tutto il villaggio festeggiera` la dip[artita finale della sua anima, danzeranno fino alle cinque di mattina." Mi torna in mente il libro tibetano dei morti, dove si dice che l`anima del defunto vaga per 45 giorni nel Bardo (visione, mondo) della morte, facendo l`esperienza di visioni terribili o sublimi. Dopo i 45 giorni l`anima si distacca definitivamente dal corpo. E` per questi che i tibetani non bruciano i corpi dei morti come gli hindu, ma li sotterrano come i cristiani, per dare tempo all`anima di distaccarsi completamente. Entro in punta di piedi dentro il tempio da dove viene la musica. Una luce rossa avvolge i monaci e i musici attorno a me. Al centro del piccolo tempio una statua vestita di bianco costruita per l`occasione siede rivolta verso le immagini sacre dandomi le spalle. E` talmente verosimile che inizialmente la scambio per una persona. Shyam mi spiega che rappresenta una forma del Buddha. I musici continano a suonare dei grandi tamburi e delle trombe mentre alcuni sacerdoti recitano continuamente una litania leggendo delle pergamene. Chiedo a Shyam cosa stanno facendo e lui mi spiega che stanno leggendo un tantra che indichera` all`anima defunta la strada sttraverso le visioni. Chiedo se si tratta del libro tibetano dei morti ma Shyam non sa rispondermi, gli chiedo anche se i Tamang sono buddhisti e mi risponde esattamente come il mio amico di Kathmandu: "Quello che e` buono lo seguiamo. I sacerdoti pregano anche gli dei hindu e alcuni anche gli spiriti bon (lo sciamanesimo tibetano). Meglio non rischiare con gli spiriti."  Le danze vanno avanti tutta la notte, e il rituale funebre diventa un`allegra e movimentata festa paesana dove tutti danzano fino allo sfinimento. Davvero un`interessante visione della morte. Svengo stanco nel letto, domani mi svegliero` alle 6 del mattino e non posso permettermi di reggere fino all`ultimo. Mi addormento pensando che forse anche a me piacerebbe: una festa per il mio funerale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...Sono di ritorno dai laghi ghiacciati, il mio settimo giorno di viaggio, ho le ginocchia a pezzi e finalmente raggiungiamo un villaggio. Non appena superate le prime case sento una voce che parla da un megafono, e svoltato l`angolo mi compare davanti un comizio maoista. Il paese e` piccolo, circa 12 case e ci saranno circa trenta persone ad ascoltare il dibattito. Mi rendo conto che le persone che stanno parlando sono i guerriglieri e Shyam conferma il mio sospetto. Eccoli qua, i guerriglieri maoisti. Ho circa l`equivalente di 10 euro in tasca, dopodiche` sono al verde, quindi sicuramente 100 dollari non me li chiedono. Mi metto in prima fila e, anche se non capisco la lingua nepalese rimango ad ascoltarli tutto il pomeriggio facendomi tradurre quanto possibile da Shyam. Sembrano molto motivati.&lt;br /&gt;  Prima della fine del dibattito entro nella guest house dove alloggio per mangiare qualcosa. Dopo un quarto d`ora la stanza si riempie di gente, sono i maoisti, il dibattito e` finito. Sono da solo al momento e i guerriglieri parlano tranquillamente tra loro e sembrano ignorarmi completamete. Non hanno armi da fuoco ma come tutti i nepalesi che abitano questa zona, sono armati di Khukuri, la letale lama corta ricurva tipica del Nepal, utilizzata dalle popolazioni montane per tagliare la legna e difendersi dagli animali selvaggi. Mi sento leggermente fuori luogo. Nessuno di loro parla inglese. Poi arriva la mia guida e il capo guerriglia mi chiede la tassa di Mao. Shyam gli spiega che sono uno studente squattrinato e sono di nazionalita` italiana. Il capo mi dice di mettere quanto me la sento, anche niente. Gli do` la meta` dei miei soldi, ossia 5 euro, dopodiche`, grazie a Shyam, comincio a parlare con i maoisti, i quali mi spiegano pazientemente la situazione politca del Nepal. E` una storia molto interessante che riassumero` brevemete.&lt;br /&gt;  Il Nepal, piccolo paese di frontiere schiacciato tra India e Cina e` l`ultima nazione nel mondo ad essere ancora governata da un re hindu. Il popolo, soprattutto le etnie povere delle montagne, richiede da anni una costituzione piu` equa per le fasce meno abbienti della popolazione, cosa che la famiglia reale ovviamente non se la sente di concedere. Cosi` alcuni anni fa spuntano fuori i guerriglieri maoisti che cominciano a controllare le campagne rapinando turisti e attaccando le guarnigioni militari. La situazione raggiunse l`apice nel 2006 quando il re instauro` un regime militarista di terrore. Ogni sospettato di collaborazione maoista veniva arrestato e anche ucciso dalle forze dell`ordine. Il tutto sfocio` in una rivoluzione. Per diciannove giorni si fece fuoco a Kathmandu, e al termine della rivolta il re venne destituito dalla maggior parte de suoi poteri e il governo ne usci` rafforzato. Ma secondo la gente il re muove ancora le fila del governo segretamente. Dietro la figura monarchica, sempre secondo le poersone da me incontrate, si nasconde il governo amercano che ovviamente non vuole un Nepal comunista. L`America agisce tramite l`India, paese democratico di centrosinistra che si sta liberando dell`influenza yenkie ma che viene ancora da molti considerato il cane da guardia americano dell`Asia meridionale.&lt;br /&gt;  Nel Marzo 2007 (lo vengo a sapere in India leggendo un giornale) si giunge finalmente ad un accordo tra governo e guerriglieri. Cinque capi guerriglia entrano a far parte del governo ma i maoisti devono gettare le armi. L`accordo funziona e i maoisti ora al governo richiedono immediatamente una nuova costituzione, per togliere definitivamente il potere al re. Il tutto verra` deciso dal popolo con una votazione che si terra` a Giugno. Ma la parte filomonarchica del governo non vuole concedere la votazione.&lt;br /&gt;  Molti parlano della possibilita` di una nuova rivoluzione se la votazione non sara` concessa.&lt;br /&gt;Mi chiedo quale sara` il destino di un paese come il Nepal, stretto nella morsa di una politica internazionale imperialista e senza pieta`.  Se il re otterra` nuovamente potere magari con un colpo di stato l`America avra` vinto la partita e i nepalesi vivranno sotto una dittatura militarista monarchica diventando uno stato satellite dell`India. Ma se vinceranno i maoisti? Il Nepal diventerebbe oviamente uno stato cuscinetto della Cina, ma sara` davvero il popolo a governarsi democraticamente, oppure il Nepal fara` la fine del Tibet, cadendo sotto la dittatura del popolo cinese? Guardando i guerriglieri vedo uomini semplici ma coraggiosissimi, pronti a morire per la liberta`, e sanno benissimo di danzare sul filo del rasoio, tra due superpotenze, la Cina e gli Usa, che possiedono entrambe armamenti ben superiori ai Khukuri (sono entrambe potenze nucleari); due superpotenze imperialiste decise a dominare il panorama politico economico asiatico, anzi mondiale.&lt;br /&gt;  E cosa puo` fare il piccolo nepal in mezzo ad due imperi cosi` agguerriti? Eppure questi guerriglieri sono fiduciosi, pronti persino a dare la vita per regalare ai propri figli il potere di autogovernarsi. Mi viene da pensare al fatto che noi in Italia questo potere in teoria ce l`abbiamo... le conclusioni le lascio a voi mentro salgo sull`autobus che mi riportera` a Kathmandu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavolta le foto sono davvero tante, ma poche rendono davvero l`idea dei paesaggi himalayani&lt;br /&gt;(scusate per l`errore ortografico dell`indirizzo sottostante ma d`altra parte...)&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/WelcomeInNepal"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/WelcomeInNepal&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-544623136683730087?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/544623136683730087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=544623136683730087' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/544623136683730087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/544623136683730087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/04/nepal-lultimo-regno-hindu.html' title='Nepal, l`ultimo regno hindu'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-4954102716475460832</id><published>2007-04-20T06:11:00.000-07:00</published><updated>2007-04-20T07:06:16.356-07:00</updated><title type='text'>Bhang lassi a Varanasi</title><content type='html'>“….Musica di sitar e tabla escono da luoghi imprecisati negli stretti vicoli della old city di Varanasi crendo un`atmosfera surreale che mi aumenta la sensazione di smarrimento che gia` da un pezzo si e` impossessata di me. Non so da quante ore sto camminando da un locale all`altro della citta`. Due ore fa mi sono fermato ad un lassi bar ad assaggiare una specialita` della casa, il bhang lassi, una forte miscela a base di yogurt ed altri ingredienti.&lt;br /&gt;Perdersi a Varanasi e` davvero facile, tra la musica, le strette strade piene di gente, e l`atmosfera surreale che avolge questa citta`…la citta` di Shiva…la citta` piu` strana dell`India… la citta` ancora abitata piu` antica dell`India…la citta` dove gli hindu vanno a morire.&lt;br /&gt;C`e` una leggenda su Varanasi: si dice che all`alba dei tempi Yama ottenne da Shiva la supremazia sul regno dei morti. Yama, fratello del fiume Yamuna, avrebbe deciso il destino delle anime dopo il trpasso ma Shiva impose al dio una clausola: egli avrebbe dominato le anime dei morti in ogni luogo dell`universo tranne qui a Varanasi; chi muore a Varanasi dunque e` immediatamete libero dalla rinascita, o comunque libero di scegliere la sua future rinascita. E` per questo che chi se lo puo` permettere viene a morire in questa strana citta`, dove I morti vengono bruciati lungo il Gange 24 ore su 24. Varanasi, chiamata Benares dagli inglesi e Kashi nei tempi antichi, conserva un fascino particolarissimo. Lungo il Gange ci sono una fila innumerevole di scalinate chiamate Ghat, che si immergono nel Gange. Ogni ghat ha la sua storia particolare, la sua leggenda e la sua o le sue divinita` protettrici.&lt;br /&gt;…Ho vagato a lungo per la citta` vecchia semplicemente osservandone lo spettacolo. Improvvisamente esco dai vicoli. Ho cercato il fuime, dovrei esserci. Vedo cataste di legna attorno a me. Molta gente e un grande odore di legna bruciata.&lt;br /&gt;Salgo una rampa di scale, dovrei esserci, il sole e` appena tramontato. Arrivo in cima, e` il punto piu` alto dal quale si puo` osservare il panorama, ed ecco il Gange che si dispiega attorno a me. La fuliggine di fuochi accesi mi entra negli occhi.&lt;br /&gt;“Hallo sir! Bentornato sir, dov`e` il suo amico stasera?”&lt;br /&gt;“ Brahm! Sei qui? Ti ho cercato ogi ma non c`eri.”&lt;br /&gt;“Oggi non lavoravo , sono rimasto a casa con mia madre a coltivare vegetali, dall`altra parte del Gange.” Ecco dov`ero… a Manikarnika ghat, il crematorio piu` famoso di tutta Varanasi, dove le pire funerarie rimangono accese 24 ore su 24 e si bruciano circa 200 corpi umani al giorni. Brham e` un intoccabile , un Dom per la precisione, ossia un addetto alla cremazione. Questo piccolo uomo dall`aspetto innocuo brucia circa 30 persone al giorno. Mi ha spiegato tutto il procedimento: dopo un`ora e mezzo bisogna spaccare il cranio per permettere all`anima di uscire, e quando le gambe sono ben bruciate spezza anch`esse con un bastone di bamboo all`altezza del ginocchio e le riutilizza come legna per risparmiare. I parenti dei trapassati, con I capelli rasati accendono la pira funeraria utilizzando il fuoco di Shiva, un fuoco che, secondo la versione di Brham, e` acceso da tremila anni, e si trova proprio al di sotto dell`edificio nel quale mi trovo.&lt;br /&gt;Osservo la scena sottostante, le cataste di legna che ardono e la fuliggine mi si appiccica ai vestiti- legna e carne umana- Vedo I scheletri, la carne che bruciando pian piano scompare o si annerisce.&lt;br /&gt;Improvvisamente, tanto per rendere piu` surreale il tutto, si alza un forte vento. Il fuoco avvampa e la legna ardente cade da una pira funeraria, scoprendone il cadavere sotto. Bronzeo. Perfettamente bruciato da ogni lato ma non ancora carbonizzato. Mi giro da un`altra parte e mi guardo attorno. Brahm e` sparito. Sadhu fumano attorno a me, indiani dallo sguardo allucinato mi osservano icuriositi. Improvvisamente sento una voce amichevole. E dal buio circostante spunta la silhouette di Alee, un Americano di origine iraniana che ho conoscuito questo pomeriggio.&lt;br /&gt;“Sei venuto allora, ten e sei ricordato.”&lt;br /&gt;“Si cero.” Mento.&lt;br /&gt;“Il sole e` appena tramontato, al mein ghat e` cominciata la puja, non possiamo perdercela.”&lt;br /&gt;La puja, la cerimonia che si tiene ogni sera a Varanasi. Gli abitanti ormai ci sono abituati ma sui turisti esercita sempre un certo effetto.&lt;br /&gt;“andiamo allora.” Percorriamo gli oscuri ghat lungo I Gange. Il ghat della puja non e` lontano e ne posso gia` sentire in lontanaza la musica ipnotica. Seguo Alee e in pochi minuti siamo sul posto. C`e` un sacco di gente, molta illuminazione e molte musiche differenti che si confondono l`una sull`altra. Lung oil Gange I sacerdoti agitano fiaccole e incense. Rimaniamo una mezzoreta ad osservare rapiti la scena ignorando I soliti indiani che si avvicinano cercando di venderci qualcosa. Rifletto che questa e` proprio la citta` di Shiva, dio della distruzione, della liberazione dai legami, della danza e dell`estasi. La citta` e` piena dei suoi simboli, alcuni dei quail risalenti ad un epoca antecedente l`induismo stesso: I serpenti intrecciati, il simbolo del toro, il simbolo fallico del lingam, tutto si mescola a Varanasi assieme alla musica ipnotica, ai sadhu che fumano imperterriti un chillum dopo l`altro, ai corpi umani in fiamme (proibito fare foto ovviamente). Rimango ad osservare la scena ancora un po` fino a che il rumore del vento che alza pulviscolo e cenere ci costringe a rifugiarci nella citta` vecchia, in cerca di un altro locale dove ascoltare la musica di Varanasi…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, se le carica ecco alcune foto, anche se parecchie sono venute un po` sfocate&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Varanasi"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Varanasi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;ciao adesso, ci vediamo in Nepal&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-4954102716475460832?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/4954102716475460832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=4954102716475460832' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/4954102716475460832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/4954102716475460832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/04/blog-post.html' title='Bhang lassi a Varanasi'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-7187592004809362078</id><published>2007-04-14T00:30:00.000-07:00</published><updated>2007-04-14T00:35:15.412-07:00</updated><title type='text'>Le mille e una notte</title><content type='html'>Viaggiare in India si rivela sempre un`avventura. In un paese cosi` pieno di contraddizioni tutto puo` succedere.&lt;br /&gt; Negli ultimi dieci giorni ho percorso la strada verso Varanasi, la citta` di Shiva, il luogo dove gli hindu vanno a morire. Avrei potuto semplicemente prendere un treno e farmi 15 ore di viaggio da Haridwar, sotto Rishikesh, vino a Varanasi, ma ho preferito seguire un percorso alternativo, sostando dove volevo e allungando cosi` notevolmente il viaggio.  Il mio viaggio comincia ad Haridwar, citta` sacra non piu` grande di Perugia, dove si terra` la prossima Maha Kumbh Mela. L`ultima si tenne nella citta` di Hallahabad, e furono 70 milioni, provenienti da tutto il mondo, le persone che parteciparono (bella festa eh?). Mi chiedo come la tranquilla e pacifica cittadina di Haridwar possa sopportare un afflusso simile.  Sosto poco ad Haridwar, giusto il tempo di decidere grosso modo l`itinerario che seguiro` e ne traccio due potenziali. Il percorso piu` breve per giungere a Varanasi e` indubbiamente seguire il corso del Gange attraverso lo stato dell`Uttar Pradesh, ma sinceramente non mi attira troppo. Ci sono alcune grandi citta` ma niente di speciale, niente per cui valga davvero la pena allungare il viaggio. L`altra strada, piu` lunga, consiste nell`attraversare l`antico territorio noto come Bundelkhand, una terra semidesertica piena di antichi palazzi, fortezze abbandonate e tipici e caratteristici villaggi indiani tutti da scoprire; l`unico problema e` il caldo soffocante che avvolge le polverose colline del Bundelkhand. Ho sentito parlare anche di banditi che infestano la zona ma il loro obbiettivo sono le forze dell`ordine, non i turisti. Mentre penso al dafarsi maggiando un paneer butter masala (zuppa piccante di vegetali e formaggio) sento provenire dalla strada un gran baccano. Chiedo cosa sta` succedendo e un indiano mi risponde: "sono le elezioni. Tra pochi giorni ci saranno le elezioni in UP (Uttar Pradesh)" Osservo i manifestanti passare. Caos, confusione, inni antimussulmani. E` una dimostrazione del BJP, il partito dei fondamentalisti hindu che porto` l`India sull`orlo di una guerra termonucleare alcuni anni fa. "tutto l`UP adesso e` sotto le elezioni, c`e` molta tensione."  Cominciamo bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  In questi dieci giorni sono successe troppe cose e non potendo scriverle tutte nella pagina di un blog, mi limitero` a riportare alcuni estratti dal mio diario sulle tappe fondamentali giusto per dare un`idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGRA E FATEHPUR SIKRI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  La mia prima tappa e` Agra, la citta` del Taj Mahal. Tutte le persone che ho finora incontrato nel mio viaggio, compresi gli stessi indiani, mi hanno ripetuto la stessa frase: "don`t trust no one in Agra." Agra e` in qualche modo la citta` dei record: Ad Agra potete ammirare non solo il Taj Mahal ma molti dei piu` bei capolavori prodotti dalla cultura Moghul: Sikandar, il mausoleo di Akbar, dove cervi e scimmi pascolano pacifici nei giardini riproducendo le descrizioni del paradiso che troviamo nel Corano; il forte rosso di Agra, imponente e lussuossissima fortezza dove si svolgeva la vita di corte degli imperatori moghul; Fatehpur Sikri, ora una citta` fantasma, ma un tempo sfazosa corte che ospitava l`harem dell`imperatore Akbar. Agra possiede anche un altro primato: e` la citta` indiana che vanta la classe politica piu` corrotta. I soldi staziati dalla societa` archeologica indiana per il restauro del Taj sono misteriosamente spariti, ma tutta l`India sa che sono caduti in mano ai politici di Agra per pagare la polizia cosi` da farne la propria forza privata. Inoltre la citta` vive quasi esclusivamente di turismo occidentale, percio` Agra e` anche il luogo in cui maggiormente vengono compiute truffe a danno dei turisti. Insomma se volete vedere il Taj e le altre bellezze architettoniche di questa citta` dovete armarvi di pazienza, ed essere inflessibili con tutti, o altrimenti essere disposti a pagare un sacco di soldi. Riesco incredibilmente a trovare un risho` che pratica prezzi fissi e lo assoldo per l`intera giornata, riesco cosi` a visitare tutto cio` che Agra offre in un solo pomeriggio. Non entro a vedere il Taj, e` veramente troppo caro e mi accontento di osservarlo dall`altra parte della Yamuna, il fione che taglia la citta`.  C`e` un`atmosfera diversa rispetto a New Delhi e lo si nota parlando con la gente. Sono tutti piu` sorridenti e viscidi allo stesso tempo. Decido di non sostare molto in citta`. ...La storia di Agra e` in compenso di gran lunga piu` interessante del suo presente. Per un certo periodo di tempo fu capitale dell`impero moghul. I Moghul, lontani parenti di Gengis Khan e Tamerlano, ormai convertiti all`islamismo erano piuttosto aperti in fatto di religioni e sopratutto interpretavano il Corano un po` a modo loro. Akbar, uno dei piu` famosi imperatori Moghul, aveva trecento mogli e cinquemila concubine. Era inoltre un convintissimo sostenitore dell`uso di stupefacienti. Beveva ogni giorno oppio in forma liquida o bhang, e non solo, obbligava anche le mogli e le serve a fare altrettanto sostenendo che la droga avesse il dono di rendere le donne piu` sensuali.  Fu Saha Jahan, figlio e successore di Akbar, a progettare il Taj. La storia racconta che Sahah Jhan progetto` la meraviglia in onore alla sua moglie preferita quando essa mori` dando alla luce il suo quattordicesimo figlio. Si dice anche che il sovrano passo` gli ultimi giorni della sua vita osservando malinconicamente dal forte rosso di Agra la tomba marmorea della sua amata. Purtroppo la realta` non e` cosi` romantica.  Shah Jhan infatti, oltre ad essere la fotocopia del padre per quanto riguarda donne e droghe, era anche stato iniziato, fin dalla prima giovinezza, ai misteri del sufismo; per di piu` era il piu` grande architetto dell`epoca (progettava palazzi dall`eta` di 16 anni).I moderni studiosi indiani e non sostengono che il Taj non sia semplicemente un monumento all`amore romantico, ma la riproduzione del trono di Dio in terra. Saha Jhan progetto` infatti il palazzo seguendo gli insegnamenti del sufismo e cercando di ricreare le misure perfette di quello che doveva essere il trono di Allah. Penso` veramente a tutto e persino la luce del sole nelle differenti ore del giorni ha un ruolo in questo complesso rituale architettonico. La cosa piu` interessante e` che, dove dovrebbe trovarsi il trono di Dio Shah Jhan progetto` a propria tomba. Un modo molto sottile per celebrare se stesso e la propria personalita` .&lt;br /&gt;  Affascinato dalla storia decisi di girarmi la maggior parte dei luoghi dove si era svolta la vita dei moghul: il forte rosso, la fortezza abbandonata di Fatehpur Sikri vicino al deserto del Rajastan, Sikandra, la toma di Akbar, che egli volle simile al paradiso terrestre ed infine il Taj. Devo dire che girovagare per tali palazzi cosi` ricchi di storia si e` rivelato interessante, ma il prezzo da pagare e` comunque molto alto. Nei pressi di Fatehpur Sikri ho rischiato per la prima volta di essere rapinato (e` una storia lunga, ma ne sono uscito indenne) e trattare con i risho` driver di Agra puo` rivelarsi davvero stancante e a volte, soprattutto se avete un gran zaino in spalla, tendono a diventare aggressivi; oltretutto la citta` pullula di comizi elettorali. Il partito del BJP e quello del Congresso si sfidano per il controllo dell`UP, uno stato strategico per la religione hindu, ci sono inoltre un mucchio di altri piccoli partiti che lottano per i diritti delle low casts o per i diritti delle donne, ma l`atmosfera sembra favorire il BJP.&lt;br /&gt;  L`ultimo bel ragalo Agra me lo lascia l`ultimo giorno proprio prima di prendere il treno. In stazione molta gente, persino la polizia, fuma (sigarette) e non vedendo cartelli con scritto vietato fumare mi accendo un bidi. Immediatamente arrivano due poliziotti e mi chiedono sottovoce prima 3000 poi 5000 rupie di multa. So benissimo che per una cosa del genere possono chiedermi al massimo 100 rupie e cerco di prendere tempo, insisto per pagare la multa direttamente all`ufficio della stazione. A quel punto mi lasciano andare dicendomi che per questa volta fanno i buoni. Ma la faccia da buoni non ce l`hanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORCHA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal mio diario: "...Finalmente sono arrivato ad Orcha. Avevo inizialmente pensato di rimanere un mezza giornata in questo piccolo paesino perso nelle colline desertiche del Madhia Pradesh, e invece dovro` rimanere molto di piu` per due motivi. Primo a causa delle elezioni tutti i mezzi sono in sciopero e dovro` rimanere qui almeno tre giorni, ossia fino al 7 Aprile, termine delle elezioni; secondo perche` negli ultimi giorni sono stato colpito da buona parte dei malanni che possono cogliere un viaggiatore: avvelenamento alimentare, asma, febbre alta, infezione cutanea nella schiena ed anche un simpatico colpo di calore, contro il quale l`unico rimedio efficace e il fresco, che non c`e`. Devo dire pero` che, nonostante il mio precario stato di salute rimanere ad Orcha e` stata la scelta giusta. Questo piccolo villaggio nel deserto e` semplicemente delizioso (se solo fosse possibile ritirare denaro sarebbe anche meglio), un tempo era la capitale del misterioso regno dei Bundela, regno che  anche durante la dominazione Mughul, rimase fedele alle sue radici hindu, ed e` oggi ancora possibile osservare gli antichi templi dedicati a Shiva e Parvati e l`antico forte che troneggiano sul piccolo paese. Ma non sono i monumenti a piacermi di Orcha, e` l`atmosfera. Qui i turisti dei viaggi organizzati si fermano al massimo una o due ore e il loro contatto con gli abitanti e` davvero minimo. Orcha e` riuscita in qualche modo a salvarsi dalla marea del turismo di massa che invade il resto dell`India, qui non c`e` la sensazione dell`affare, non c`e` la frenesia che altrove in India si nota. La gente e` povera ma non misera e non cercano in maniera estenuante come ad Agra di farmi comprare le loro merci. Dal Tetto del mio albergo topaia si vede tutto il paese e attorno ad esso soltanto polvere, deserto e terra riarsa dal sole e la rovina di qualche tempio che spunta qua e la` tra le colline.  La notte il bazar si anima ed e` facile passare tutta la giornata conversando con gli abitanti del posto, sapere come lavorano, quali sono i loro problemi, e in mattinata incontro la stassa gente della sera precedente al fiume, a fare il bagno al fiume. E` facile abituarsi a vivere in un posto cosi` tranquillo e romantico ma rimanere qui sarebbe una follia. Il mio viaggio e` ancora molto lungo e ci sono ancora troppi luoghi da visitare. Inoltre sto` finendo i soldi e devo trovare una banca o un atm per fare il pieno. Spero di star meglio domani, il caldo comincia davvero a farsi sentire..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KHAJURAHO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"...Finora nei miei viaggi ho conosciuto un sacco di personaggi che si sono uniti a me, alcuni per una giornata solamente, o anche meno, altri per piu` giorni, indiani, canadesi, tedeschi, un argentino, anche una coppia di israeliani. Finora pero` non ho mai incontrato un tipo interessante come Colin.  Lo incontro alla stazione di Jhansi mentre aspetto l`autobus per Khajuraho. Mi offre una coca cola e facciamo amicizia. Colin e` un irlandese di 44 anni, ex pilota di formula 1 dopo un incidente si e` ritirato ed ora vende auto in UK ma non gli piace gran che. Vuole vedere se riesce a concludere qualche buon affare in India e attualmente si sta` mantenendo il viaggio spedendo pacchi di viagra ad un amico, il quale li rivende in England e gli ricarica la carta una volta al mese. Guadagna cosi` facendo 400 starline al mese, piu` che sufficienti per viaggiare in India. Mentre attraversiamo in bus le desertiche colline del Madhia Pradesh mi parla a lungo delle molteplici opportunita` che un paese come l`India oggigiorno offre e mi segno meticolosamente tutto.  Le elezioni sono finite ma a quanto pare ci sara` una specie di ballottaggio. Non sono nello stato dell`UP quindi e` difficile avere informazioni. Il mio amico e` piu` informato di me anche su questo perche` e` riuscito a rimorchiare una giornalista indiana, che gli fa avere le notizie in anteprima.  Mentre parliamo osservo il paesaggio circostante: cespugli, case diroccate occasionalmente qualche donna indiana vestita col tradizionale sari che porta vasi sopra la testa sotto il cocente sole di mezzogiorno; attorno a me solo deserto, polvere e qualche collina. E` la terra del bundelkhand, un tempo patria di potenti e prosperi regni che vennero successivamente dimenticati. Questo posto e` tagliato fuori dalle principali arterie stradali indiane, e la terra e` povera d`acqua; a nessuno interessa ormai piu` la terra del Bundelkhand, eccetto ai banditi in cerca di rifugio ma nasconde bellissimi templi e fortezze di tempi passati tra cui il complesso di Khajuraho. Khajuraho, ovviamente meta di viaggi organizzati e quindi, a differenza delle terre circostanti e` un luogo molto turistico. Nel 19simo secolo un ufficiale inglese scopri` dei templi hindu abbandonati nel Bundelkhand. Risalenti al x secolo erano rimasti in qualche modo intatti fino ad oggi, sopravvivendo alla furia iconoclasta dei mussulmani.  I templi di Khajuraho sono famosi sopratutto per le sculture erotiche che ne ornano le pareti esterne: immagini di uomini dei e persino animali in amplesso gli uni con gli altri, lascito del periodo tantrico indiano, conclusosi proprio al suo apice verso il x xi secolo con l`arrivo dei mussulmani.  Rimango a Khajuraho alcuni giorni, devo ancora riprendermi e rimettermi in salute, prima di Varanasi, la citta` di Shiva. Khajuraho a differenza di Orcha non ha niente del villaggio tradizionale indiano, i prezzi sono alti ma e` un buon posto per conoscere gente che viaggia, non solo occidentali ma anche ragazzi e ragazze indiane provenienti principalmente da Mumbay che si godono le vacanze estive..."&lt;br /&gt;  "...In questi 10 giorni di viaggio attraverso le aride colline, tra caldo e febbre, tra palazzi e templi tra citta` avvolte da una cappa di tensione a causa del clima elettorale sono troppe le impressioni e le sensazioni e questo breve resoconto non e` sufficiente a trasmettere l`India che vedo, ma per adesso piu` non si puo` fare. E` notte e sono nel vagone letto del treno diretto finalmente a Varanasi, la citta` di Shiva. La raggiungero` domattina con le prime luci dell`alba."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...e stavolta le foto sono di piu`&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/LeMilleEUnaNotte"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/LeMilleEUnaNotte&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-7187592004809362078?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/7187592004809362078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=7187592004809362078' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7187592004809362078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7187592004809362078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/04/le-mille-e-una-notte.html' title='Le mille e una notte'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-4473207008703039737</id><published>2007-04-01T09:34:00.000-07:00</published><updated>2007-04-01T09:37:43.502-07:00</updated><title type='text'>Danze estatiche in onore di Shiva e un tuffo negli anni sessanta</title><content type='html'>Negli ultimi giorni che trascorro a Rishikesh l`atmosfera diventa sempre piu` distesa. L`estate avanza rapidamente e con essa avanzano anche le masse di turisti indiani che sostituiscono quelli occidentali.E` in una di queste notti che mi ritrovo ad assistere finalmente ad una vera e propria festa popolare hindu. La festa e` in onore della dea Durga, colei che vinse i demoni, e si svolge all`interno di un modesto tendone variopinto. Maschi e femmine siedono separati in terra, gliuni sul lato sinistro le altre sul destro, e il sacerdote, somigliante nei modi di fare piuttosto ad un cantante di liscio romagnolo, chiede continuamente alla folla di alzare le mani alla dea per ottenere la realizzazione dei propri desideri. Alle sue spalle I musicisti, davvero bravi di harmonium, tabla e sitar che continueranno a suonare dale dieci di sera fino all`alba, e dietro di loro le statue di cinque divinita`, adornate con lucine intermittenti natalizie che gli indiani trovanmo deliziose. Il tutto non sembrerebbe troppo dissimile dale nostre sagre paesane.&lt;br /&gt;  Ogni due ore circa entra nel tendone un attore/danzatore, per lo piu` adolescenti, probabilmente iscritti a qualche scuola di danza locale, mascherato da divinita` hindu e svolge una breve recitazione del suo ruolo.&lt;br /&gt;  Infine, a meta` nottata, entra in scena il dio Shiva accompagnato dalla consorte Parvati. L`amosfera cambia bruscamente e i due attori, davvero bravi, si esibiscono accompagnati da una musica ache si fa sempre piu` incalzante e ipnotica. Infine l`attore che interpreta Shiva si esibisce nel Tandaw, la danza estatica del dio. Per chi non conoscesse il mito Shiva rappresenta il lato piu` selvaggio dell`esistenza; nel pantheon hindu e` colui che dissolvera` l`universo alla fine dei tempi ma rappresenta, similmente al Dioniso greco, il dio dell`estasi, dell`ebbrezza ma anche dello yoga, dell`ascesi e dei poteri magici. Anticamente la sua danza, riservata agli uomini, era praticata per ottenere il favore e la presenza del dio  ed accedere a trance estatiche; veniva spesso portata avanti fino allo svenimento del danzatore cosa che poteva avvenire anche dopo un`intera giornata di danze.&lt;br /&gt;  La piccolo rappresentazione alla quale ho partecipato pur non avendo ovviamente nulla di tutto questo, e` stata comunque interessante. Una donna a lato del pubblico osservando l`attore danzare, improvvisamente comincia ad ondeggiare. Pochi ci fanno davvero caso tranne una sua amica che la afferra per il braccio e cerca di trattenerla.&lt;br /&gt;  Improvvisamente la danza raggiunge il suo culmine e la folla comincia all`unisono ad intonare il mantra in onore di Shiva `Om namah Shivay`. Al che la donna ondeggiante si libera dell`amica e comincia a danzare con il dio urlando come un`ossessa (cosa che in teoria dovrebbe essere). L`attore si ferma ed anche il pubblico, la musica purtroppo cessa. Sembra che molti nel pubblico non si aspettassero qualcosa del genere ma non sembrano troppo sconvolti, quanto piuttosto piacevolmente sorpresi. La donna si lancia infine ai piedi dell`attore e singhiozzando glieli bacia. La folla esplode in uno scroscio d`applausi. Dopodiche` il sacerdote porta dell`acqua alla donna e la accompagna fuori. La festa riprende.&lt;br /&gt;  Scene del genere dovevano essere il fulcro delle feste in onore agli dei nei tempi antichi dell`India e sono tradizioni che inevitabilmente si stanno perdendo. Non credo che la musica si sarebbe fermata ed anzi forse altre persone si sarebbero unite in una danza collettiva magari.&lt;br /&gt;  Putroppo ho poche informazioni sulle danze estatiche indiane per poter dire di piu`.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella mia ultima giornata a rishikesh decido di visitare il famosissimo ashram dove I Beatles vissero per alcuni mesi negli anni sessanta. Per chi non fosse un amante della storia dei Beatles, I 4 di Liverpool si recarono, verso la meta` degli anni sessanta, in cerca di un guru in India. Il guru, e l`ashram, lo trovarono proprio qui a Rishikesh; si trattava del famoso Maharishi, considerato un grande yogi nonche` uomo di elevate spiritualita`. Gli astrologi amanti della new age fanno iniziare l`era dell`acquario proprio il giorno in cui I Beatles si recarono dal Maharishi, e in effetti a pensarci bene, come evento d`inizio della new age ci puo` stare, perche` in fondo la storia dei Beatles a Rishikesh anticipa tutto il processo di nascita vita e morte del fenomeno new age.&lt;br /&gt;  Inizialmente I Beatles si trovarono bene: un mondo nuovo, una sorta di paradise in terra (doveva esserlo davvero). Spazio per meditazione, discussioni di filosofia, liberta` fratellanza, spiritualita` e quant`altro. Con I Beatles ovviamente arrivarono molte alter persone attratte dalla fama del luogo e il Maharishi comincio` ad arrichhirsi con il suo ashram. Fu quando il grande santo decise di acquistare la seconda rolls Royce che Paul decise di mollare quel luogo. “Qui sta` succedendo qualcosa di strano. Io me ne vado.” E si porto` via gli altri tre.&lt;br /&gt;  Dopo alcuni anni il Maharishi fu costretto a scappare dall`India perche incriminato di frode fiscale e l`ashram, il suo bellissimo ashram, fu tristemente chiuso al pubblico e lasciato andare in rovina per 40 anni.&lt;br /&gt;  E` comunque ancora oggi estremamente stimolante, se riuscite a scavalcare il muro senza che il guardiano vi becchi, fare due passi in questo luogo icona e simbolo dei pregi e difetti dello spirito anni sessanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sono le ultime sere di Rishikesh e saluto un luogo al quale mi ero gia` affezionato. Mi rechero` lentamente verso sud est, verso Varanasi la citta` di Shiva, sostando dove riterro` piu` opportune lungo la strada, mentre gia` incalza la calura della torrida estate Indiana…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/BeatlesSAshram"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/BeatlesSAshram&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le foto della danza non ce le ho che non avevo la macchina, in compenso ho fotografato l`ashram, o meglio cio` che ne rimane. Ciao adesso&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-4473207008703039737?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/4473207008703039737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=4473207008703039737' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/4473207008703039737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/4473207008703039737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/04/danze-estatiche-in-onore-di-shiva-e-un.html' title='Danze estatiche in onore di Shiva e un tuffo negli anni sessanta'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-234235889691113956</id><published>2007-03-26T05:11:00.000-07:00</published><updated>2007-03-26T05:15:32.260-07:00</updated><title type='text'>L`India di oggi</title><content type='html'>Arrivo a Rishikesh in mattinata. Gli ultimi 30 Km li percorro in un risho` condiviso pieno di gente. Siedo accanto al conducente il quale guida indifferentemente in entrambe le corsie shivando vacche passanti e d altri risho`. Sono seduto meta` dentro e meta` fuori e chiedo al conducente di guidare con prudenza ma lui, indicando un`imagine di Rama incorniciata di fiori davanti a lui, mi dice che non c`e` niente da temere, tanto Rama ci protegge, e comincia subito a canticchiare qualche preghiera in suo onore.&lt;br /&gt;“AH! Allora sono a posto, scusa se ho dubitato.”&lt;br /&gt;  Rishikesh, lungo il Gange, vicino alle sue sorgenti, ai piedi dell`Himalaya, e` una citta` sacra e vanta una storia molto antica. La leggenda vuole che , in tempi precedenti la nascita dell`induismo I rishi, gli antichi mistici dell`India, si riunissero qui per sviluppare le loro discipline esoteriche, per meditare e per rendere omaggio agli dei. Col tempo divenne un luogo di passaggio per I numerosi pellegrini in viaggio verso I luoghisacri dell`Himalaya e nacquero numerosi ashram pronti ad accoglierli. Negli ashram si poteva stare anche per lunghi periodi e I pellegrini pagavano la loro permanenza lavorando e pregando.&lt;br /&gt;  Dopo gli anni sessanta il luogo divenne un famoso punto di ritrovo per I giovani hippy occidentali, tanto che gli stessi Beatles vi si recarono. Da allora Rishikesh e` cambiata moltissimo trasformandosi oggi nel principale centro di riferimento indiano della cultura new age. Molti nuovi ashram sono nati accanto ai vecchi, somiglianti piu` a moderni alberghi che a centri di accoglienza per pellegrini nullatenenti, e non si sente piu` l`atmosfera dip unto di passaggio quanto di punto d`arrivo, di meta per coloro che desiderano apprendere la disciplina dello yoga e non solo.&lt;br /&gt;  Trovo che non ci sia niente di male nel frequentare corsi di yoga e di studiare I principi della medicina ayurvedica, discipline interessanti che, se rilette in chiave non  necessariamente mistica possono rivelarsi utilissimi strumenti per completare e migliorare le conoscenza mediche occidentali e non solo. Io stesso mi iscrivo ad un corso di massaggi che seguo per due settimane. Purtroppo il turismo di massa attratto da queste iniziative ha ovviamente I suoi effetti collaterali, primo dei quaili e` la nascita del business della spiritualita`.&lt;br /&gt;  Sono molti i corsi che giocano su promesse di accedere facilmente , magari con un corso settimanale, alle porte della santita`, e suonano piu` o meno cosi`: “Learn how to awake Kundalini. Tantra, Yoga, Ashtanga Yoga, Kundalini yoga, daily classes for a week.”&lt;br /&gt;  Il serpente Kundalini, simbolo appartenente all`esoterismo tantrico, rappresenta la meta ultima della realizzazione spirituale. Risvegliandolo, con varie tecniche d`estasi, l`individuo accede al divino provando la piu` grande estasi che sia concessa agli uomini e accedendo alla santita`. Tali corsi si tengono spesso in opulenti “ashram” e l`ambiente in cui si svolgono somiglia un po` a quello delle nostrane palestre. Se lo stesso fenomeno si verificasse in Occidente, per esempio in Italia, magari ad Assisi, suonerebbe piu` o meno cosi`: “ Acquisisci anche tu poteri divini con la ginnastica di S.Francesco. Tutti I giorni per una settimana alla workout di Assisi.”&lt;br /&gt;  E` un po` triste ma e` il prezzo da pagare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo gli anni sessanta settanta c`e` pero` stata una seconda ondata di turismo di massa, negli anni ottanta novanta fino ad oggi I cui effetti cominciano adesso a farsi sentire. Un turismo meno mistico e maggiormente attratto dai cosiddetti sport estremi. E` pieno infatti di europei e nord americani, probabilmente stanchi della Svizzera che si recano in Asia e si divertono a percorrerne in canoa i fiumi sacri, come se fossero in un parco giochi. E non e` affatto bello da vedere all`ora del tramonto schiere di canottari che vogano sul Gange schiamazzando e disturbando I canti religiosi serali che echeggiano in tutto il paese.&lt;br /&gt;  L`aspetto piu` interessante e` l`apprezzamento dei giovani indiani verso questi nuovi venuti. Si perche` l`atteggiamento delle nuove generazioni indiane e` duplice nei confronti degli occidentali: da una parte ci guardano con ammirazionedesiderosi di imitarci ed essere come noi; I giovani indiani piu` benestanti hanno cominciato ad ossigenarsi I capelli e ad ascoltare una musichetta pop molto simile alla disco pop primi anni novanta che si sentiva da noi (vi ricordate the summer is magic?). Dall`altra c`e` ancora un grande attaccamente alle tradizioni e lo si nota soprattutto nelle piccolo cose.&lt;br /&gt;  Giorni fa mi ero incamminato verso un tempio tra le colline ed ho incontrato una famiglia indiana che non parlava inglese. Mi ha guidato per tutto il pomeriggio fino al tempio di Shiva mostrandomi come ci si comporta, con una gentilezza che non ho riscontrato tra gli indiani anglofoni. E non e` difficile essere invitati a prendere il chai con loro per mezzo pomeriggio, nelle loro case che mostrano orgogliosi.&lt;br /&gt;  In fondo Rishikesh, una volta superato l`impatto con la facciata piu` turistica e` un posto davvero piacevole, e se vi capita di passarci recatevi all`ora del tramonto sulla terrazzo di qualche ristorantino economico nella sponda orientale del Gange, vicino ad un ponte chiamato Rahmjula. Lo spettacolo della luce rosa e dorata del sole che risplende sul Gange e sulle colline circostanti accompagnato dai canti religiosi serali che risuonano per le strade, senza che riusciate a trovarne l`origine e` qualcosa che vi rimarra` nel cuore molto di piu` di qualsiasi corso di yoga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Concludendo credo che l`India di oggi si trovi di fronte ad una grossa sfida. Da una parte c`e` per gli indiani l`esigenza di diventare un paese moderno, che non vuole avere niente da invidiare all`America del nord o all`Europa, sintomatico e` il rifiuto degli aiuti USA per la ricostruzione dei paesi distrutti dallo Tzunami; dall`altra c`e` il mondo delle tradizioni, che l`India non vuole giustamente abbandonare, pena il pericolo di cadere in un vuoto ideologico e in una crisi di identita`.&lt;br /&gt;  La crescita di questo paese infatti procede con un ritmo davvero vertiginoso. Delhi contava sette anni fa 10 milioni di abitanti, oggi ne conta quasi tredici, diciassette con i territori circostanti. C`e` il boom economico e si respire dovunque il concetto dell`”affare”. La gente scappa dale campagne per cercare fortuna in citta` e chi non ci riesce va ad ingigantire le gia` consistenti baraccopoli. Sembra che il progresso rapido anziche` creare una societa` piu` vivibile incrementi piuttosto le differenze sociali.&lt;br /&gt;  E chissa` se tra un centinaio o una cinquantina d`anni qualche giovane indiano benestante intellettuale, mantenuto dai genitori e stanco della societa` frenetica in cui si trova non vada a cercare se’ stesso in qualche monastero francescano dell`Appennino toscano…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Rishikesh"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/Rishikesh&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NewDelhi"&gt;http://picasaweb.google.com/cioniantonio/NewDelhi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beccative anche `ste foto to`&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-234235889691113956?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/234235889691113956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=234235889691113956' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/234235889691113956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/234235889691113956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/03/lindia-di-oggi.html' title='L`India di oggi'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-1443754038365702027</id><published>2007-03-16T08:08:00.000-07:00</published><updated>2007-03-16T08:23:34.438-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Giungo in India nel cuore della notte.&lt;br /&gt; New delhi si dispiega lentamente davanti ai miei occhi, vista dall`alto fa davvero impressione, un insieme diluci di cui non riesco a vedere la fine.  L`impatto per chi entra per la prima volta a New Delhi e` davvero forte. Si ha l`impressione che questa citta` strappi prepotentemente tutte le difese di cui un individuo dispone, cosi` come si sbuccia una cipolla ; tre giorni di Delhi rischiano di essere un`esperienza davvero intensa.&lt;br /&gt;  Aspetto le prime luci dell`alba per uscire dall`areoporto. Ho gia`prenotato un hotel economico in un quartiere chiamato Paharganj e mi rivolgo al banco ufficiale dei taxi prepagati per raggiungerlo. Avrei potuto telefonare con qualche giorno di vantaggio all`albergo per farmi venire aprendere ma ho ritenuto piu` interessante cercare di farmi strada a newDelhi con mezzi miei, e ne sconto subito il prezzo.  Il tassista prepagato dell`areoporto mi scorta infatti ad un`agenzia turistica dove mi spiegano che il mio albergo e` pieno e la zona non e`sicura. A Paharganj la settimana scorsa un turista e` stato ucciso dalla folla, mi dicono; dopo l`esplosione del treno India-Pakistan la situazione e` tesa e ci sono scontri in citta`, meglio prendere un`altro albergo, ti possiamo consigliare noi. Insisto comunque e per convincermi maggiormente il tizio dell`ufficio turistico telefona all`albergo. Osservo il numero che compone e capisco che e` falso. La voce dall`altra parte della cornetta mi dice che l`albergo e`pieno. Fingo invece che sia tutto a posto con gran sorpresa delle persone circostanti, loro insistono ma alla fine mi arrabbio, invento che mio fratello mi sta aspettando a Paharganj e che se non arrivo in tempo telefonera` all`areoporto per avere mie notizie. A questo punto il tassista sbuffando mi porta dove voglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal finestrino del taxi riesco a farmi una panoramica della citta`.Persone che vivono per strada, traffico congestionante e la guida pazza degli indiani che viaggiano indifferentemente in entrambe le corsie; rischiamo un incidente a causa di due scimmie che attraversano la strada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paharganj, il mio quartiere, e` un bazar situato a meta` strada tra newDelhi e Old delhi. A prima vista sembra un caos di bancarelle negozietti mendicanti, lebbrosi che fanno l`elemosina e riscio`i cui clacson creano uninquinamento acustico insopportabile, ma presto ci si abitua.  Decido di farmi un giro a piedi verso Connaugh Place, la parte moderna della citta` ma non e` un`ottima idea. Scopro infatti che a Delhi,soprattutto nei quartieri moderni e puliti esiste una specie di raket dei procacciatori di clienti, gestito probabilmente dai negozianti. Di tale piccola mafia fanno parte i negozianti, i tassisti, falsi uffici turistici ed infine i procacciatori di clienti, figure professionali specializzate nell`individuare newcomers che non conoscono ancora bene i prezzi, indirizzarli ad alberghi o negozi e fargli pagare dieci volte tanto ilprezzo della merce acquistata. Ogni procacciatore ha il suo territorio e se si vede che sei appena arrivato in India non c`e` modo di sfuggire. Uno diloro addirittura mi insegue per circa un km.  Alla fine incontro Ram, un indiano con il quale io stesso ho cercato distringere amicizia. Dopo una mezz`ora scopro che anche lui fa parte di questo giro ma non mi interessa; in fondo ho bisogno di una guida e Ram e`,a differenza dei suoi colleghi, molto amichevole e disponibile. Mi insegna i numeri in hindi, essenziali per contrattare il prezzo dei riscio`e mi conduce in un quartiere del sud della citta`, dove decido di acquistare un vestito indiano cosi` da non sembrare un newcomer. Cerca di fregarmi un paio di volte dicendomi di affidargli i soldi e che pensera` a tutto lui, rimane male quando rifiuto. Entriamo infine dentro la casa di un suo amico,un venditore di stoffe e sete kashmire, bevendo un chai, un te` indiano,cominciano le trattative. Fingo di non aver abbastanza soldi e mi faccioprestare da Ram 200 rupie con la promessa di riportarglieli l`indomani,dopodiche` torno a Paharganj.  L`idea del travestimento funziona. Molti indiani mi prendono per un ricco musulmano di Srinagar, la capitale kashmira, altri si accorgono che sono occidentale, ma pensano che sono comunque stato nel kashmir, e che quindi non sono piu` un newcomer. Dico a molti che sono qui per studio e che vivo da un amico a Carol Bagh, un quartiere nelle vicinanze di Paharganj. Soprattutto il mio travestimento mi permette di entrare in contatto con i molti kashmiri che vivono nel bazar, i quali mi invitano a comprare artigianato nei loro negozi, ma in maniera meno insistente degli indiani. Uno di loro, Ariyah, mi invita in casa sua per un chai, e mi segue tutto ilgiorno aiutandomi a contrattare il prezzo degli oggetti che voglio comprare e dei motoriscio`.  Nei primi due giorni di Delhi l`adrenalina ed il chiasso e il fuso orario non mi consentono di chiudere occhio, ma non mi sento stanco, sara` che tutto mi sembra cosi` nuovo. Comincio rapidamente ad ambientarmi e ho sempre piu` voglia di esplorare questa interessante citta` multiculturale, inquinatissima, invadente e per certi versi abbastanza estrema.&lt;br /&gt; Il terzo giorno decido di recarmi a Old Delhi per visitare il ForteRosso, il palazzo degli imperatori moghul, e la moschea di fronte, la piu`grande dell`India. Mentre il Forte Rosso rimane un`esperienza abbastanza turistica la moschea e` estremamente interessante. Si nota qui piu` che altrove a Delhi l`enorme differenza tra musulmani ed hindu. Molti dicono che lo spirito degli hindu assomiglino un po` a quello dei napoletani, ed in effetti l`adorazione degli dei induisti non si differenzia piu` di tanto, per lomeno a livello popolare, dal nostrano culto dei santi. Krisna, per i poveri di strada e per i guidatori di riscio`non e` poi cosi` diverso da SanGennaro. Come i napoletani gli hindu sono piuttosto rilassati, forse approssimativi, a volte esagerati, e hanno una gran voglia di entrare incontatto con gli altri. Sono inoltre incredibili contrattatori, ma lo fanno a cuor leggero, senza rabbia; provano a incularti insomma (col sorriso infaccia) e se ci caschi vuol dire semplicemente che hai soldi che tiavanzano. I musulmani invece somigliano di piu` ai siciliani. Se te li fai amici ti danno tutto, come Ariyah, il ragazzo kashmiro che mi ha invitato a casa sua, ma se non gli vai a genio aspettati ostilita` e diffidenza di gruppo. La stessa religione islamica, un unico dio che rappresenta il popolo musulmano lo oppone contemporaneamente a tutto cio`che e` estraneo ad esso; vige in un certo senso la regola tutti per uno uno per tutti.  Nella moschea il senso di esclusivita` del mondo islamico si nota piu` che altrove. Decido, con un amico tedesco da poco conosciuto, di recarmi nei bazar di OldDelhi, dietro la moschea. Siamo gli unici visitatori occidentali e l`atmosfera generale e` un po` tesa. Siamo presto assaliti da gruppi di bambini di strada che chiedono dolla`. Il mio travestimento funziona ancora ma la presenza del mio amico dai capelli rossi e` molto sospetta. Infine cala la notte nel bazar. Molte luci si spengono e si apre uno scenario del tutto diverso: si accendono fiaccole o fuochi per terra, tra gli stretti vicoli risuonano i canti religiosi musulmani, gente che fuma e conversa stesa ai lati delle strade, chiese improvvisate all`interno di fondi dove gruppi di persone officiano la preghiera serale rivolti verso la Mecca, lo scorcio  di un mondo hindu musulmano rimasto inalterato negli ultimi 400 anni. E` alle prime luci dell`alba che mi ritrovo a correre per raggiungere il treno con il quale lascero` Delhi. In questi giorni non ho praticamente dormito e mi preparo a farlo in treno, ma lo spettacolo che si svolge sotto i miei occhi me lo impedisce. Delhi mi lascia la sua esperienza piu` interessante proprio l`ultimo giorno e mi maledico per non avere a portata di mano la macchina digitale.&lt;br /&gt; Riportero` cio` che ho scritto nel mio diario:&lt;br /&gt;  "...uscire con il treno da Delhi all`alba e` uno spettacolo emozionante. La luce soffusa del sole illumina le splendide baracopoli e il fiume Yamuna. Case in rovina in mezzo a campi di immondizia e tendopoli. Uomini che si muovono pigramente tra i rifiuti e le tende. Questa citta` e` enorme. Paesi e case che si alternano a prati, palme, paludi, acquitrini poi ancora tendopoli per chilometri e chilometri e poi ancora case strade persone, che cagano davanti ai binari o per i sentieri polverosi, il tutto avvolto dalla luce rosa e dorata del sole all`alba e dalla lieve brezza mattutina che rende tutto simile ad un dipinto a olio. Sembra non finire mai.  E la cosa stupefacente e` che tale vista non mi trasmette le sensazioni che i media generalmente vogliono inviarci, non vedo gente che sta` male,che muore di fame, immagine idealizzata dall`Occidente per creare l`idea del proprio successo e della propria superiorita`, non vedo neanche pero`l`immagine dei poveri puri, felici e ricchi di spirito, ai quali si vuole teneramente bene, altra immagine creata in Occidente per altri scopi.Vedo semplicemente uomini e donne che vivono con pochi mezzi a disposizionee si arrangiano con quello che hanno e sono, per forza di cose, piu` a contatto gli uni con gli altri, con tutto quello che di bene e di male questo comporta."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Il treno si avvia lentamente e senza fretta sempre piu` lontano da Delhi,verso nord, verso Rishikesh, alle pendici dell`Himalaya.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-1443754038365702027?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/1443754038365702027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=1443754038365702027' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/1443754038365702027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/1443754038365702027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/03/giungo-in-india-nel-cuore-della-notte.html' title=''/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-5261056027587155133</id><published>2007-02-26T10:49:00.000-08:00</published><updated>2007-02-26T11:46:10.609-08:00</updated><title type='text'>post laurea pre partenza</title><content type='html'>Eccoci qua, finalmente ce l'ho fatta, e tra solamente una quindicina di giorni parto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Ho una bella lista di saluti e ringraziamenti da fare prima di partire&lt;br /&gt;Saluto Niccolò e Mira, i miei "coinquilini" finesettimanali.&lt;br /&gt;Saluto Otto, Simone, Marco, Elisa, e li ringrazio per le innumerevoli serate.&lt;br /&gt;Saluto Giacomo Calli e Federico Rossi per le domeniche e i giovedì sera.&lt;br /&gt;Saluto Michael e gli auguro una felice carriera musicale.&lt;br /&gt;Saluto lo Zeo, spero che tu ti riprenda presto.&lt;br /&gt;Saluto Elisa in Equador, ci rivediamo quando torniamo tutti e due.&lt;br /&gt;Saluto tutta mearevolutionae e la ringrazio per avermi sempre offerto serate interessanti, un bancone dove appoggiare il mio disagio e tanto dabere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto e ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato a scrivere la tesi, in particolare Paola, la mia relatrice ed Elmar e Michaela Zadra per l'enorme disponibilità.&lt;br /&gt;  Grazie, anche se dubito che leggerete mai il mio blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto anche tutti quelli che mi hanno ospitato in casa loro in questi cinque anni di università, grazie ai quali ho vinto la sfida degli affitti a Perugia, specialmente Alberto Giorni. Se un giorno ti mancherà casa puoi venire a stare da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto anche tutti quelli con i quali sono andato a bere insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluterò l'India da parte vostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Namaskara (ciao adesso)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-5261056027587155133?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/5261056027587155133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=5261056027587155133' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/5261056027587155133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/5261056027587155133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2007/02/post-laurea-pre-partenza.html' title='post laurea pre partenza'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5472148167123745631.post-7150270045003402357</id><published>2006-12-13T15:30:00.000-08:00</published><updated>2008-12-09T12:18:15.134-08:00</updated><title type='text'>Idee per regali natalizi</title><content type='html'>Girovagando per i blog se ne possono trovare di tutti i tipi; alcuni trattano argomenti seri, impegnati; altri sono gradevoli da leggere e divertenti. La maggior parte però sono piuttosto inutili, noiosi o sfacciatamente trash. Il blog più sfacciatamente trash che sono riuscito a trovare è gestito da un certo Theodore Tumblebunks il quale si presenta con una foto dove regge un cartello con su scritto: diventa intelligente, vai in America.&lt;br /&gt;Il nostro eroe del blog descrive il beneamato presidente Bush come "divine inspired" e si lancia in un'appassionata arringa contro gli "sandal-flopping, drum circle-playing, bong smoking, America-hating, west-coast liberal elite" i quali, per qualche scopo che sfugge al nostro eroe, sono contrari al governo Bush.&lt;br /&gt;L'apice di controversa simpatia che comincio a provare per questa mescolanza di ignoranza, campanilismo e semplicità texana viene raggiunto quando egli espone il suo consiglio su cosa acquistare per natale. Ed eccolo qua:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/RYCSp48NlxI/AAAAAAAAAFQ/UgR8YScGHQo/s1600-h/Sears.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/RYCSp48NlxI/AAAAAAAAAFQ/UgR8YScGHQo/s200/Sears.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5008164033993217810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chi non vorrebbe regalare a sé e alle persone care&lt;br /&gt;un piccolo Bush in scala 1:6 vestito con un'aderente tuta da aviatore in una delle sue pose più eroiche?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto mi è apparsa evidente l'ironia di Mr.T, ma continuando a leggere gli articoli del blog mi è tornato il dubbio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso in America questo giocattolo esiste realmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti Auguri&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5472148167123745631-7150270045003402357?l=fammeparlare.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fammeparlare.blogspot.com/feeds/7150270045003402357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5472148167123745631&amp;postID=7150270045003402357' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7150270045003402357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5472148167123745631/posts/default/7150270045003402357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fammeparlare.blogspot.com/2006/12/idee-per-regali-natalizi.html' title='Idee per regali natalizi'/><author><name>cioni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09442805708591031701</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/SnRVvh4WATI/AAAAAAAACNc/fXx1_2qwWzk/S220/untitled.bmp'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7BNiTjJtH_U/RYCSp48NlxI/AAAAAAAAAFQ/UgR8YScGHQo/s72-c/Sears.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
